22 marzo 2026 – Il Ministero dei Trasporti israeliano, l’Autorità per l’Aviazione Civile e i vertici militari stanno valutando una nuova stretta sulle operazioni dell’aeroporto Ben Gurion, principale scalo internazionale di Israele. La misura segue una serie di attacchi missilistici provenienti dall’Iran che hanno causato 143 feriti nelle città meridionali israeliane di Arad e Dimona, alimentando preoccupazioni per la sicurezza aerea.
Restrizioni sui voli e passeggeri allo scalo Ben Gurion
Secondo quanto riportato dal quotidiano Haaretz, le autorità aeronautiche si sono riunite oggi per esaminare la situazione di sicurezza e si attendono raccomandazioni volte a ridurre ulteriormente il numero di voli e passeggeri autorizzati. Attualmente, i voli in partenza da Ben Gurion sono limitati a uno o due all’ora, operati esclusivamente da compagnie aeree israeliane come El Al, con una capacità di circa 120 passeggeri per volo. Nessuna compagnia aerea straniera sta operando al momento nel principale aeroporto israeliano.
L’ulteriore inasprimento delle restrizioni si inserisce in un contesto di tensioni crescenti e arriva a ridosso della festività di Pesach, periodo tradizionalmente caratterizzato da un picco di viaggi in uscita e ingresso nel Paese.
Contesto di sicurezza e impatto sul traffico aereo
Gli attacchi missilistici hanno interessato diverse località di Israele, causando numerosi feriti e aumentando la percezione di rischio per la sicurezza nazionale, in particolare nelle infrastrutture strategiche come gli aeroporti. L’aeroporto Ben Gurion, situato vicino a Tel Aviv, rappresenta il principale hub per i collegamenti internazionali di Israele, ma le limitazioni attualmente in vigore e quelle in esame potrebbero ridurre significativamente la capacità operativa dello scalo.
Le autorità stanno inoltre monitorando con attenzione i voli per il rimpatrio degli israeliani all’estero, che proseguono nonostante le restrizioni, mentre le compagnie straniere hanno sospeso temporaneamente le operazioni nello scalo israeliano.
Il quadro di sicurezza e le decisioni in corso riflettono il delicato equilibrio tra la necessità di garantire la protezione dei cittadini e il mantenimento della connettività internazionale, soprattutto in un momento di particolare rilevanza culturale e sociale per Israele.






