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Home Esteri

Israele revoca l’autorizzazione d’ingresso in Cisgiordania a 4 attivisti di Mediterranea

La decisione di Israele segue una stretta sulle ong straniere nella regione, mentre Mediterranea denuncia il rischio di isolamento internazionale e nuove violazioni dei diritti umani

by Giacomo Camelia
23 Febbraio 2026
La ong Mediterranea

La ong Mediterranea Saving Humans | alanews.it

Roma, 23 febbraio 2026 – Quattro attivisti di Mediterranea Saving Humans hanno ricevuto la notifica della revoca dell’Electronic Travel Authorization (Eta), necessaria per entrare in Israele e nei Territori palestinesi occupati. Lo rende noto l’ong, che dal 2024 è attiva nella regione di Masafer Yatta con il progetto Mediterranea with Palestine, impegnata in azioni di interposizione nonviolenta e nel monitoraggio internazionale delle violazioni dei diritti umani perpetrate da coloni e forze di sicurezza israeliane.

La revoca del permesso di ingresso e il contesto regionale

L’Eta è un’autorizzazione obbligatoria per i cittadini provenienti da Paesi esenti da visto, tra cui l’Unione Europea e gli Stati Uniti, indispensabile per entrare in Israele e nei Territori palestinesi. La decisione israeliana si inserisce in un quadro di crescente restrizione: lo scorso gennaio, infatti, Israele ha revocato le autorizzazioni a 37 organizzazioni non governative operanti nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, giustificando la misura con il mancato rispetto dei nuovi standard di sicurezza imposti dal governo.

Mediterranea con il proprio coordinatore Damiano Censi denuncia che “il piano è chiaro: liberare il campo da ogni osservatore internazionale per procedere indisturbati verso la definitiva pulizia etnica della Cisgiordania”. Secondo Censi, tale strategia è già stata attuata nella Striscia di Gaza, con l’eliminazione sistematica del giornalismo indipendente e delle organizzazioni umanitarie, e ora si estende attraverso la revoca degli Eta agli attivisti internazionali.

Mediterranea e l’impegno nella regione di Masafer Yatta

Dal 2024, Mediterranea è presente nella zona di Masafer Yatta in Cisgiordania, dove svolge attività di interposizione nonviolenta a fianco delle comunità palestinesi. Parallelamente ha istituito un osservatorio internazionale che documenta crimini e violazioni dei diritti umani commessi da coloni israeliani e dalle forze di sicurezza.

L’azione dell’ong si inserisce in un contesto di forte tensione, caratterizzato dall’escalation di conflitti in Medio Oriente. Recentemente, la Global Sumud Flotilla diretta a Gaza è stata oggetto di attacchi con droni e spray urticanti mentre si trovava in acque internazionali, episodio segnalato anche dalle autorità italiane e dall’Onu, che ha richiesto un’indagine approfondita.

Inoltre, la situazione in Cisgiordania è aggravata da un’offensiva militare israeliana a Gaza City, con un alto numero di vittime civili. Mentre la comunità internazionale prosegue il dibattito sulle sanzioni e sul riconoscimento dello Stato palestinese, le organizzazioni umanitarie e di monitoraggio come Mediterranea continuano a svolgere un ruolo cruciale nell’osservazione e nella denuncia delle dinamiche sul territorio.

Tags: CisgiordaniaIsraeleMediterranea

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