Teheran, 17 marzo 2026 – L’Aeronautica Militare israeliana ha confermato l’uccisione di Gholamreza Soleimani, comandante delle forze paramilitari del Basij, milizia interna all’Islamic Revolutionary Guard Corps (IRGC) iraniano. L’operazione è stata condotta sulla base di precise informazioni di intelligence, secondo quanto riportato oggi dall’IDF, le Forze di Difesa israeliane.
L’attacco e le sue vittime di spicco
Un duro colpo alle alte gerarchie iraniane è stato confermato oggi dal ministro della Difesa israeliano Israel Katz, che ha annunciato l’uccisione di figure chiave del regime iraniano in un recente attacco aereo condotto dall’IDF (Forze di Difesa israeliane) a Teheran. Tra le vittime, spicca il potente Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell’Iran e figura di primo piano del regime, nonché responsabile della repressione delle proteste dello scorso gennaio.
Secondo quanto riportato dal media israeliano Ynet e confermato da Katz in un video, Ali Larijani è stato ucciso durante un attacco notturno dell’IDF nella capitale iraniana. Larijani, considerato l’uomo più influente del regime dopo la morte della Guida suprema Ali Khamenei, aveva un ruolo strategico nel coordinamento della sicurezza nazionale e nella gestione delle crisi interne e internazionali.
Parallelamente, l’IDF ha confermato l’eliminazione di altri importanti ufficiali iraniani: Gholamreza Soleimani, comandante delle forze Basij, è stato colpito in un quartier generale provvisorio a Teheran, mentre il vicecomandante dei Basij, Qassem Quraishi, è stato ucciso in un attacco a Shiraz. Questi attacchi mirano a indebolire la struttura militare e paramilitare del regime, in particolare le forze Basij, note per il loro ruolo nella repressione interna.
Chi era Gholamreza Soleimani
Nato nel 1964 nella provincia di Chaharmahal e Bakhtiari, Gholamreza Soleimani aveva un ruolo di primo piano nel sistema militare iraniano fin dal 1982, anno in cui si arruolò nelle Guardie della Rivoluzione. Nel corso della sua lunga carriera ha partecipato attivamente alla guerra Iran-Iraq e ha ricoperto il grado di brigadier generale. Dall’aprile 2019 era ufficialmente comandante delle forze Basij, una milizia paramilitare con funzioni di polizia religiosa e controllo sociale, nota per la sua stretta fedeltà al regime e per il ruolo di repressione interna.
Soleimani era stato sanzionato da numerose entità internazionali, tra cui Unione Europea, Stati Uniti, Regno Unito e Canada, per il suo coinvolgimento nella dura repressione delle proteste interne, in particolare quelle scoppiate nel novembre 2019. Queste misure comprendevano blocchi di beni e divieti di viaggio.
Il ruolo dei Basij e la repressione delle proteste
I Basij sono stati fondati nel 1979 per volontà dell’ayatollah Khomeini e rappresentano una milizia popolare integrata nelle Guardie della Rivoluzione. Si stima che la loro forza attiva sia composta da circa 90.000 membri, con una riserva mobilitabile superiore al milione. La milizia è nota per il suo ruolo nella tutela dell’ordine pubblico, nella polizia morale e nell’assistenza durante emergenze, ma anche per il coinvolgimento in azioni di repressione contro manifestanti e oppositori.
Durante le recenti proteste in Iran, in particolare quelle esplose dopo la morte di Mahsa Amini, le forze Basij sotto la guida di Soleimani hanno avuto un ruolo centrale nelle operazioni di controllo e repressione, spesso con metodi duri e violenti che hanno attirato condanne internazionali.
L’uccisione di Soleimani rappresenta un colpo significativo per l’apparato di sicurezza iraniano, segnando un nuovo capitolo nel confronto tra Iran e Israele, mentre la situazione interna iraniana resta altamente volatile.






