Teheran, 23 marzo 2026 – La tensione tra Israele e Iran si acuisce nel 24° giorno di conflitto aperto in Medio Oriente, con una serie di attacchi e contro-attacchi che coinvolgono direttamente le due capitali e si estendono in tutta la regione. Secondo fonti ufficiali iraniane, un attacco a una importante stazione radiofonica nel sud del paese ha causato almeno una vittima, mentre da Gerusalemme si annunciano attacchi missilistici e azioni militari senza precedenti.
Attacco a stazione radiofonica in Iran e risposta di Teheran
L’emittente televisiva di stato iraniana ha riferito che il Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato colpito da un attacco definito dall’Iran come opera dell’”esercito terroristico sionista-americano”. Nel raid è stato distrutto un trasmettitore AM da 100 kilowatt, causando la morte di un membro del personale di sicurezza e il ferimento di un altro individuo. L’Iran denuncia questa operazione come una grave violazione del diritto internazionale.
Parallelamente, le agenzie iraniane hanno riportato esplosioni multiple a Teheran, inclusa un’area vicina all’aeroporto Mehrabad, teatro di incendi e colonne di fumo visibili anche a distanza. Secondo il New York Times e i media israeliani, alcune di queste esplosioni si sarebbero concentrate nel quartiere di Pastour, dove si trovano la residenza della Guida Suprema Ali Khamenei e il palazzo presidenziale.
Missili e difese: l’escalation militare in Medio Oriente
Dall’altra parte, l’esercito israeliano ha reso noto di aver intercettato una serie di missili lanciati dall’Iran verso il territorio israeliano, inclusi obiettivi civili come Tel Aviv e Gerusalemme. Il ministero della Difesa saudita ha segnalato il lancio di due missili balistici verso l’Arabia Saudita, uno dei quali è stato intercettato mentre l’altro è caduto in area disabitata.
Le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno confermato che, nelle ultime ore, sono stati lanciati dozzine di missili dall’Iran, con una terza ondata di attacchi ancora in corso. Le sirene d’allarme sono risuonate in diverse città, tra cui la capitale economica Tel Aviv, dove sono stati registrati danni a edifici e almeno cinque feriti. Il Comando del Fronte Interno israeliano ha raccomandato alla popolazione di restare nei rifugi, pur consentendo di uscire con la raccomandazione di non allontanarsi.
Sul fronte militare, Israele ha risposto con una vasta ondata di attacchi aerei su Teheran e altre località strategiche iraniane. Secondo fonti israeliane, sono stati colpiti oltre 200 obiettivi militari e nucleari, tra cui siti militari, impianti nucleari e figure chiave del regime iraniano. Il premier Benjamin Netanyahu ha definito l’operazione come uno “attacco preventivo e inevitabile” in risposta alla crescente minaccia nucleare iraniana.
Questa escalation ha portato a un clima di forte instabilità nella regione, con continue azioni militari che coinvolgono anche altri paesi del Golfo, mentre la comunità internazionale esprime preoccupazione per le possibili gravi conseguenze globali di un conflitto allargato.
In questo contesto di conflitto aperto, la situazione resta estremamente fluida e monitorata con attenzione dalle potenze mondiali, in attesa di ulteriori sviluppi.






