Tel Aviv, 25 febbraio 2026 – La commissione per la sicurezza nazionale della Knesset, il Parlamento d’Israele, ha approvato questa mattina una serie di emendamenti significativi alla legge sulla pena di morte per i terroristi, proposta inizialmente dal partito di estrema destra Potere ebraico, guidato dal ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir. Le modifiche normative sono state introdotte dopo le pressioni esercitate dal primo ministro Benjamin Netanyahu.
Israele: modifiche chiave alla legge sulla pena di morte
Secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Haaretz, la riforma ha eliminato l’articolo più controverso del disegno di legge, che prevedeva l’applicazione della pena capitale a chiunque agisse con l’intento di danneggiare un cittadino o residente israeliano. Questa norma implicava un’esenzione per eventuali crimini commessi da cittadini israeliani contro palestinesi, suscitando forti critiche. Inoltre, è stato soppresso anche l’articolo che proibiva la possibilità di attenuare, commutare la pena o concedere la grazia, reintroducendo dunque margini di discrezionalità nelle decisioni giudiziarie relative alla pena capitale.
L’iter legislativo della legge è ancora in corso: dopo l’approvazione in commissione, il testo tornerà alla plenaria della Knesset per la seconda e terza lettura, step necessari prima della definitiva ratifica.
Contesto politico e figure protagoniste
Il disegno di legge originale era stato promosso da Itamar Ben-Gvir, leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit e ministro della Sicurezza nazionale, noto per le sue posizioni dure nei confronti della popolazione palestinese e per una lunga carriera politica caratterizzata da controversie. Ben-Gvir rappresenta una corrente politica radicale che ha spesso suscitato critiche sia interne che internazionali.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu, attualmente alla guida del governo israeliano, ha esercitato un ruolo decisivo nel plasmare la versione emendata del disegno di legge. Netanyahu, primo ministro dal dicembre 2022 e figura di spicco del partito conservatore Likud, ha mostrato un approccio più moderato rispetto alla proposta originale, intervenendo per rimuovere gli aspetti più divisivi del testo.
Parallelamente, il governo israeliano ha intensificato le misure di sicurezza nella regione, come testimonia la recente ordinanza del ministro della Difesa Israel Katz che ha portato al blocco di cinque siti internet palestinesi accusati di incitamento al terrorismo, azione sostenuta dall’intelligence interna Shin Bet.
La riforma della legge sulla pena di morte si inserisce in un contesto politico complesso, segnato da tensioni persistenti e da un’escalation di iniziative legislative e operative volte a rafforzare la sicurezza nazionale di Israele.






