Sabato mattina, Israele ha colto tutti di sorpresa lanciando un’operazione militare contro l’Iran, definita “azione preventiva” dal ministro della Difesa Benny Gantz. Il paese è immediatamente entrato in stato d’emergenza: strade, aeroporti, scuole, tutto sotto massima allerta. La paura di ritorsioni da Teheran si fa palpabile, mentre gli israeliani si preparano a difendersi da possibili attacchi con droni e missili balistici. L’atmosfera è tesa, e la vigilanza non accenna a calare.
Questa mossa riflette la crescente preoccupazione di Israele per la minaccia iraniana, soprattutto dopo una serie di scambi duri tra i due Paesi e i loro alleati. Nei giorni scorsi, il premier Benjamin Netanyahu aveva ribadito che lo Stato affronterà “qualsiasi minaccia” alla propria sicurezza. Il tutto avviene in un contesto regionale già fragile, con un rapido aumento delle forze militari statunitensi nel Medio Oriente che non fa che accendere ulteriormente la tensione.
Israele, massima allerta e riserve mobilitate dopo attacchi in Iran
Le autorità israeliane tengono per ora riservati i dettagli dell’operazione, fornendo solo le informazioni essenziali. Lo stato d’emergenza riguarda sia la mobilitazione civile che quella militare, con l’attivazione delle riserve e il potenziamento dei sistemi antimissile. Le principali città sono in stato di allerta, con l’ordine di restare vigili di fronte a possibili attacchi con droni armati o missili a lungo raggio provenienti dall’Iran o dalle milizie alleate.
Secondo i primi resoconti provenienti dall’Iran, si registrano gravi perdite tra le forze di sicurezza locali, con decine di morti e feriti tra le fila delle Guardie Rivoluzionarie, tra cui alcune figure chiave. Vengono segnalate gravi interruzioni della rete dei cellulari. Lo riferisce la tv israeliana Channel 12.
Il nome dell’operazione israeliana è “Ruggito del Leone”. La fase iniziale, fanno sapere le autorità israeliane, durerà quattro giorni. L’Iran ha lanciato missili verso Israele. Lo annuncia l’Idf su X dopo aver inviato un messaggio alla popolazione di Israele invitandola a raggiungere i rifugi
❗️An additional barrage of missiles was launched toward Israel.
The Aerial Defense Array is currently identifying and intercepting threats.
— Israel Defense Forces (@IDF) February 28, 2026
Mosca avverte: conseguenze destabilizzanti in vista
Dietro a tutto questo si intrecciano le tensioni geopolitiche. Mosca ha lanciato un monito sulle possibili conseguenze destabilizzanti di un intervento militare da parte di USA e Israele contro l’Iran. Intanto, il nuovo capitolo di questa crisi si inserisce nel quadro delle crescenti tensioni legate al programma nucleare iraniano e al ruolo strategico della regione. La popolazione israeliana segue con ansia gli sviluppi, mentre le autorità promettono aggiornamenti costanti sulla situazione.
Obiettivi colpiti in Iran
Nella giornata odierna, almeno trenta esplosioni di forte intensità hanno scosso quattro città dell’Iran, in quello che le fonti ufficiali definiscono un attacco altamente selettivo condotto da Israele e Stati Uniti. L’azione militare avrebbe preso di mira in particolare i vertici politici, militari e religiosi del Paese.
Tra le località interessate dagli attacchi, la capitale Teheran ha subito danni a strutture chiave tra cui le residenze di Ali Khamenei e Masoud Pezeshkian, la sede del ministero dell’Intelligence e della Sicurezza, il palazzo della Corte Suprema, la base aerea di Mehrabad e l’area sacra di Qom. Oltre a Teheran, altre esplosioni sono state registrate nelle città di Isfahan, Kermanshah e Karaj.
Fonti israeliane indicano che l’operazione rientra in un più ampio contesto di tensioni crescenti tra Israele e Iran, che nei mesi scorsi hanno già vissuto momenti di forte crisi con attacchi a infrastrutture e figure di spicco.






