Gerusalemme, 16 febbraio 2026 – Yossi Fuchs, consigliere senior del primo ministro israeliano, ha lanciato un avvertimento netto nei confronti di Hamas durante la conferenza del Besheva Group a Gerusalemme: l’organizzazione palestinese ha 60 giorni di tempo per disarmarsi, altrimenti Israele tornerà in guerra nella Striscia di Gaza.
Il termine di 60 giorni per il disarmo di Hamas
Secondo quanto dichiarato da Fuchs, il periodo di 60 giorni è stato richiesto dall’amministrazione Trump e Israele si impegna a rispettarlo. Durante questo arco temporale, Hamas dovrà rinunciare a tutte le sue armi, inclusi i fucili AK-47, che rappresentano una parte significativa dell’arsenale del gruppo terroristico. “Gli AK-47 saranno completamente sottratti a Hamas”, ha affermato Fuchs, sottolineando tuttavia che non è ancora definito con certezza quando partirà il conto alla rovescia, che potrebbe iniziare con la conferenza del Board of Peace prevista per giovedì. “Se il disarmo funziona, ben venga; altrimenti l’IDF (Forze di Difesa Israeliane) dovrà riprendere la missione militare”, ha aggiunto.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva già commentato l’importanza di togliere a Hamas le armi leggere, soprattutto i circa 60mila AK-47 ancora in dotazione al gruppo. Netanyahu ha ricordato che Hamas ha compiuto il peggior massacro contro il popolo ebraico dai tempi dell’Olocausto, utilizzando proprio questi fucili.
Le tensioni dopo la tregua
L’avvertimento di Fuchs arriva in un momento di delicate trattative internazionali, dopo un conflitto che ha visto migliaia di vittime tra civili palestinesi e israeliani. A ottobre 2025, un accordo storico mediato dagli Stati Uniti e altri paesi ha portato a una tregua tra Israele e Hamas, con la liberazione di ostaggi e il ritiro parziale delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza. Tuttavia, la situazione resta estremamente fragile, con continue tensioni e attacchi puntuali, come quelli rivendicati recentemente dall’IDF contro cellule terroristiche a Gaza.
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