Baghdad, 25 marzo 2026 – Il governo dell’Iraq ha reagito con fermezza al raid aereo statunitense che ha colpito la base militare di Habbaniya, nella regione occidentale di al-Anbar, causando sette morti e tredici feriti tra i militari. In risposta all’attacco, le autorità di Baghdad hanno convocato l’incaricato d’affari dell’ambasciata americana, consegnandogli una nota di protesta formale, definendo l’azione un crimine e una violazione del diritto internazionale.
La protesta ufficiale dell’Iraq e il richiamo dell’ambasciatore USA
Il portavoce del comandante in capo delle forze armate irachene, Sabah Numan, ha annunciato che il governo iracheno ha espresso una protesta ferma e inequivocabile contro il raid statunitense sulla base di Habbaniya. Baghdad ha sottolineato che l’attacco ha colpito un ambulatorio medico-militare, provocando vittime tra militari impegnati in compiti patriottici e umanitari. Il governo iracheno ha chiesto che i responsabili vengano identificati e chiamati a rispondere delle loro azioni, ribadendo che colpire strutture sanitarie e personale medico costituisce un crimine inaccettabile.
Il primo ministro iracheno ha incaricato il ministero degli Esteri di formalizzare la protesta, riaffermando la sovranità nazionale e condannando comportamenti irresponsabili. Inoltre, è stato annunciato un ricorso al Consiglio di sicurezza dell’Onu, corredato da prove e dettagli sull’attacco, per tutelare i diritti del paese e dei suoi cittadini.
Il diritto di risposta e le tensioni nella regione
Sabah Numan ha affermato che l’Iraq si riserva il diritto di rispondere con tutti i mezzi disponibili, nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite, dopo l’attacco che ha colpito una delle sue basi militari. Nonostante gli sforzi politici e diplomatici per mantenere la stabilità e il cessate il fuoco nella regione, gli attacchi contro le forze irachene sono proseguiti, con l’ultimo raid che ha colpito l’ambulatorio militare di Habbaniya.
L’attacco statunitense si inserisce in un contesto regionale complesso, segnato da una pericolosa escalation di violenze che coinvolge molteplici attori nel Medio Oriente. Le autorità irachene hanno espresso preoccupazione per il rischio di un ulteriore deterioramento dei rapporti con gli Stati Uniti, sottolineando l’importanza di rispettare la sovranità nazionale e il diritto internazionale.






