Baghdad, 20 marzo 2026 – La missione della NATO in Iraq ha avviato un ritiro temporaneo dal Paese, una decisione motivata dall’aggravarsi della situazione di sicurezza in Medio Oriente, come confermato da fonti della sicurezza irachena e dal portavoce dell’Alleanza Atlantica.
Il ritiro temporaneo della NATO
Due funzionari della sicurezza irachena hanno riferito all’agenzia AFP che il ritiro della NATO è dettato dall’impatto della guerra in Medio Oriente, ma hanno sottolineato che non esistono disaccordi con il governo di Baghdad. Un funzionario anonimo ha chiarito: “Non ci sono disaccordi con il governo iracheno. Si tratta di un ritiro temporaneo, la preoccupazione principale è la sicurezza del nostro personale“.
Il portavoce della NATO, Allison Hart, ha confermato che l’alleanza sta “rimodellando il proprio dispiegamento nell’ambito della missione in Iraq”, senza fornire ulteriori dettagli. Ha però ribadito che la sicurezza del personale NATO è prioritaria in questo contesto, segnando una pausa operativa in attesa di un miglioramento delle condizioni sul terreno.
Contesto e ruolo della NATO in Iraq
La NATO, istituita nel 1949 come alleanza militare intergovernativa con sede a Bruxelles, conta oggi 32 membri e ha tra i suoi scopi principali la collaborazione militare e la sicurezza collettiva. Nel corso degli anni si è impegnata in diverse operazioni militari e di supporto in varie regioni, tra cui il Medio Oriente.
La missione in Iraq, avviata negli anni successivi all’invasione del 2003 e al progressivo ritiro delle truppe statunitensi nel 2011, è stata finalizzata principalmente alla formazione delle forze locali e al sostegno nella stabilizzazione del Paese. Tuttavia, il perdurare delle tensioni regionali e i recenti sviluppi del conflitto in Medio Oriente hanno reso necessario un ripensamento della presenza NATO nel territorio iracheno.
L’Iraq, con la sua posizione strategica nella regione, continua a essere teatro di complessi equilibri geopolitici. Il ritiro temporaneo della NATO arriva in un momento di particolare fragilità della sicurezza, con l’alleanza che privilegia la tutela del proprio personale mentre si adatta alle nuove sfide regionali.






