Ginevra, 27 febbraio 2026 – Dopo una giornata di intensi colloqui diplomatici a Ginevra, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato significativi progressi nel dialogo con gli Usa, definendo questa sessione di negoziati la più intensa mai realizzata finora tra le due parti.
Nuovi sviluppi nel dialogo Iran-Usa
Nel corso della giornata, Araghchi ha descritto i colloqui con la controparte americana come i più serrati e impegnativi mai avuti, sottolineando in un messaggio pubblicato su X che sono stati compiuti nuovi passi avanti nel processo diplomatico con Washington. In un’intervista rilasciata a CBS, il ministro ha inoltre evidenziato le “buone chance” di giungere a un accordo, anticipando che un nuovo incontro con l’inviato statunitense Steve Witkoff è previsto per giovedì a Ginevra.
Questi sviluppi rappresentano un segnale positivo in un momento di particolare tensione internazionale, soprattutto in relazione al programma nucleare iraniano e alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti. La volontà di entrambe le parti di mantenere aperto il canale diplomatico è stata ribadita, con l’Iran che si mostra propenso a trovare una soluzione negoziata.
Posizione degli Stati Uniti e dichiarazioni di J.D. Vance
Intanto, a Washington, il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha ribadito l’impegno americano a evitare un coinvolgimento militare protratto in Medio Oriente. In un’intervista al Washington Post, Vance ha chiarito che, pur non potendo anticipare le decisioni del presidente Donald Trump, l’amministrazione privilegia l’opzione diplomatica per prevenire che l’Iran si doti di un’arma nucleare.
Vance si è definito scettico riguardo agli interventi militari all’estero, affermando che sia lui sia Trump preferiscono risolvere la questione con mezzi diplomatici, ma sottolineando che tutto dipenderà dalle mosse iraniane.
Questi ultimi sviluppi sembrano indicare un delicato equilibrio tra pressione politica e apertura al dialogo, con entrambe le parti impegnate a evitare un’escalation militare e a cercare una soluzione diplomatica che possa garantire la stabilità nella regione e la sicurezza internazionale.






