Washington, 24 febbraio 2026 – Donald Trump ha espresso una posizione cauta ma decisa riguardo alla situazione con l’Iran, affermando che “Teheran vuole un accordo più di quanto lo voglia io”. Queste parole sono state pronunciate nel corso di un incontro con i principali giornalisti americani, poco prima del suo discorso sullo Stato dell’Unione.
Tensioni crescenti tra USA e Iran
La situazione tra Stati Uniti e Iran resta estremamente delicata. Il senatore repubblicano Ted Cruz ha dichiarato che un attacco limitato all’Iran potrebbe avvenire nel giro di pochi giorni, sottolineando la debolezza del regime iraniano e la necessità di cogliere l’opportunità di un cambio di regime. Cruz ha anche riferito di aver parlato con Trump, esortandolo a non perdere questa occasione.
Dal canto suo, l’Iran ha risposto con fermezza. Il vice ministro degli Esteri, Majid Takht-Ravanchi, ha definito un eventuale attacco statunitense “un vero azzardo”, ribadendo che Teheran è pronta a difendersi con ogni mezzo in caso di aggressione. In un’intervista alla radio statunitense NPR, Takht-Ravanchi ha sottolineato la volontà iraniana di raggiungere un accordo il più rapidamente possibile, qualora ci sia volontà politica da tutte le parti coinvolte.
Azioni diplomatiche e militari in corso
Oggi a New York, il direttore della CIA, John Ratcliffe, insieme al segretario di Stato, Marco Rubio, ha partecipato a una riunione con i leader del Congresso per fare il punto sulla situazione iraniana. Nel frattempo, il Pentagono ha rafforzato la sua presenza nella regione con la portaerei Lincoln, caccia F-15 spostati in Giordania e sistemi antimissile aggiuntivi, in preparazione di possibili azioni militari limitate.
Le opzioni sul tavolo degli Stati Uniti variano da strike mirati contro comandi dei Pasdaran e siti missilistici a campagne militari più ampie, anche se mancano ancora segnali concreti di un imminente attacco. Gli alleati arabi hanno espresso la loro contrarietà a operazioni belliche e non metteranno a disposizione le loro basi per un eventuale intervento.
In questo contesto, il dialogo rimane aperto ma difficile, con gli Stati Uniti che avanzano condizioni stringenti sull’arsenale missilistico iraniano, sull’arricchimento dell’uranio e sul sostegno alle milizie alleate, mentre Teheran mantiene una linea di resistenza, rifiutando trattative sotto minaccia. I negoziati sulle questioni nucleari proseguono, con un nuovo incontro previsto a Ginevra nella giornata di giovedì, ma la strada verso un accordo resta complicata e incerta.






