Kuwait, 3 marzo 2026 – A causa delle crescenti tensioni nella regione mediorientale dopo gli attacchi all’Iran, gli Stati Uniti hanno disposto la chiusura temporanea della propria ambasciata in Kuwait, sospendendo tutti i servizi consolari sia ordinari che di emergenza fino a nuovo avviso. La decisione si inserisce in un contesto di crescente instabilità che coinvolge diversi Paesi del Golfo e la regione circostante.
Guerra all’Iran: chiusure ed evacuazioni nelle ambasciate Usa nel Golfo
L’ambasciata statunitense in Kuwait ha annunciato tramite un comunicato ufficiale su X (ex Twitter) la cancellazione di tutti gli appuntamenti consolari, invitando cittadini e residenti a evitare contatti diretti con la struttura diplomatica. Parallelamente, il Dipartimento di Stato ha ordinato il ritiro del personale non d’emergenza da altri importanti Paesi del Medio Oriente, quali Bahrein, Giordania e Iraq. Anche l’ambasciata statunitense a Riad ha confermato la chiusura temporanea, a seguito di un attacco che ha interessato la sede diplomatica. Le autorità americane hanno esortato i cittadini a non avvicinarsi all’edificio e a trovare rifugio all’interno della struttura, mentre proseguono le indagini sull’incidente.
Questi provvedimenti riflettono la crescente preoccupazione degli Stati Uniti per la sicurezza del proprio personale diplomatico e per la stabilità regionale, in un momento in cui i conflitti e le azioni militari si intensificano nell’area.
Attacchi militari e dichiarazioni di Trump
In parallelo alle misure di sicurezza, l’Israeli Defense Forces (Idf) ha reso noto di aver condotto attacchi simultanei contro obiettivi militari iraniani a Teheran e contro la milizia di Hezbollah a Beirut. Secondo il comunicato diffuso da Tsahal, l’aviazione israeliana ha colpito lanciatori di missili balistici e siti di lancio iraniani, neutralizzando una cellula di agenti del sistema di difesa aerea iraniano che tentava di azionare sistemi contro i velivoli israeliani. L’Idf ha ribadito l’intenzione di continuare a contrastare qualsiasi tentativo del regime iraniano di armarsi e minacciare Israele.
In questo clima di scontro, il presidente Donald Trump ha rilanciato con un messaggio su Truth, affermando che le scorte di munizioni degli Stati Uniti sono a livelli “mai così elevati o migliori” e che “possiamo far guerra per sempre” utilizzando solo queste risorse. Trump ha sottolineato che, sebbene le scorte di munizioni di livello medio e medio-alto siano praticamente illimitate, permangono margini di miglioramento per le riserve di armamenti di altissimo livello, molte delle quali sono stoccate in basi periferiche.
Il vicepresidente statunitense J.D. Vance ha risposto alle critiche sulle politiche di Trump, assicurando che non si assisterà a un conflitto infinito come quelli in Iraq e Afghanistan. Vance ha precisato che l’obiettivo è chiaro: impedire all’Iran di ottenere un’arma nucleare, e ogni coinvolgimento militare sarà circoscritto a questo scopo.
Reazioni iraniane e attacchi missilistici
Dall’Iran, la stampa locale riferisce che alcune parti della sede centrale della televisione statale Irib a Teheran sono state colpite da attacchi congiunti statunitensi e israeliani, ma le trasmissioni sono continuate grazie alle misure di sicurezza adottate. Inoltre, il complesso governativo Shahid Motahhari nel centro della capitale è stato preso di mira, con numerose esplosioni udite in diverse zone di Teheran.
In risposta, i Pasdaran iraniani hanno annunciato un massiccio attacco con droni e missili contro una base aerea statunitense nella zona di Sheikh Isa, in Bahrein. Secondo Al Jazeera, l’attacco ha coinvolto venti droni e tre missili, distruggendo il comando principale della base e incendiando serbatoi di carburante. Non sono pervenuti commenti ufficiali dalle autorità del Bahrein.
L’inviato speciale statunitense Steve Witkoff ha dichiarato che l’Iran ha sottovalutato la determinazione della delegazione americana nei recenti negoziati sul nucleare, arrivando persino a tentare di usare la forza contro la delegazione. Witkoff ha evidenziato come l’Iran abbia respinto ogni proposta di contenimento dell’arricchimento nucleare, confermando l’intento di sviluppare armamenti nucleari.
Questa escalation militare e diplomatica conferma la complessità e la delicatezza della situazione nel Golfo Persico, con il Kuwait che si trova al centro di una crisi che coinvolge potenze regionali e globali.






