Donald Trump ha mostrato un insolito ottimismo sul fronte delle tensioni con l’Iran, parlando di un accordo di pace a portata di mano. In un’intervista rilasciata a una rete americana, il presidente ha sottolineato una contraddizione evidente: le parole pubbliche dei leader iraniani sembrano durissime, ma dietro le quinte emerge un atteggiamento ben diverso. Secondo Trump, durante i colloqui riservati, Teheran ha ceduto su diversi punti chiave, fino a dare l’impressione di essere quasi “conquistata”. Nel frattempo, però, il presidente spinge Israele a moderare i toni in Libano, cercando di evitare un’escalation che potrebbe complicare ulteriormente la situazione.
Iran, Trump ottimista sulla pace
Mentre va avanti la trattativa con l’Iran, l’amministrazione Trump vuole evitare che nuovi scontri militari mettano i bastoni tra le ruote. Per questo, fonti della Casa Bianca raccontano che il presidente ha chiesto al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di ridurre gli attacchi in Libano. L’obiettivo è creare un clima più tranquillo, favorevole al dialogo con Teheran. Secondo quanto riportato da NBC, Israele ha risposto positivamente, accettando di fare la sua parte in questa delicata fase. Fermare l’escalation in Libano è visto come un passo strategico per evitare nuove crisi e sostenere il negoziato di pace.
L’opposizione democratica boccia la tregua a metà
Nel bel mezzo di queste manovre, i Democratici al Congresso guardano con scetticismo alla tregua temporanea raggiunta con l’Iran. Hakeem Jeffries, leader della minoranza democratica alla Camera, ha definito insufficienti le due settimane di cessate il fuoco e ha chiesto che il Parlamento torni subito a discutere una risoluzione per fermare una volta per tutte le ostilità in Medio Oriente. La pausa estiva fino al 14 aprile però fa temere che la proposta non passi, vista la maggioranza repubblicana al Congresso. Anche se qualche repubblicano, come Don Bacon, si è mostrato aperto al dialogo, prevalgono posizioni più dure, compresa quella del leader democratico al Senato, Chuck Schumer, che ha annunciato una futura votazione sui poteri di guerra contro l’Iran. La partita per il controllo della politica estera americana in Medio Oriente resta quindi aperta e incerta.






