Parigi, 14 marzo 2026 – Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià dell’Iran Mohammad Reza Pahlavi, ha annunciato pubblicamente la sua disponibilità a guidare il Paese nel momento in cui cadrà la Repubblica islamica. L’ex principe ereditario, attualmente residente negli Stati Uniti, ha comunicato tramite i propri canali social di essere impegnato nella selezione di un gruppo di persone competenti, sia all’interno dell’Iran che nella diaspora, che costituiranno un “sistema di transizione” pronto a prendere il controllo politico.
Il progetto di transizione di Reza Pahlavi
Nel messaggio diffuso in persiano e inglese, Pahlavi ha spiegato che il sistema di transizione sarà organizzato da lui stesso e da collaboratori scelti con cura, con l’obiettivo di ristabilire ordine, sicurezza, libertà e condizioni di prosperità per l’Iran. Ha sottolineato la necessità di un passaggio rapido e ordinato, finalizzato a porre fine al regime attualmente in carica e a guidare il Paese verso un futuro democratico.
Reza Pahlavi, che si definisce il principale esponente dell’opposizione alla Repubblica islamica, ha storicamente sostenuto l’idea di una transizione democratica e ha co-fondato nel 2013 il Consiglio Nazionale Iraniano per promuovere un cambiamento pacifico. La sua figura è centrale nei movimenti di protesta che hanno attraversato l’Iran negli ultimi anni, anche se il suo ruolo rimane controverso tra gli stessi oppositori del regime.
Contesto politico e prospettive future
La Repubblica islamica, nata dalla rivoluzione del 1979 che ha rovesciato la monarchia dei Pahlavi, è caratterizzata da un sistema teocratico con ampi poteri affidati alla Guida Suprema e al Consiglio dei Guardiani. In questi mesi, la situazione interna iraniana appare sempre più instabile, con numerose fazioni in conflitto e un terreno fertile per una possibile crisi politica.
Secondo esperti come il politologo Moisés Naím, l’Iran rischia di essere dilaniato da faide interne senza una guida forte e unificatrice. Gli Stati Uniti e Israele, dopo aver rimosso elementi chiave del regime, sono alla ricerca di un nuovo leader che possa stabilizzare il Paese e guidare un processo negoziale.
In questo scenario, la disponibilità di Reza Pahlavi a farsi avanti come guida di un governo di transizione rappresenta un elemento da seguire con attenzione, soprattutto in vista delle tensioni crescenti e delle pressioni internazionali sul regime islamico.






