Teheran, 31 gennaio 2026 – L’Iran si trova in una situazione di tensione elevata, con le forze armate in stato di massima allerta e pronte a rispondere a qualsiasi provocazione nella regione. La situazione è accompagnata da dichiarazioni ufficiali che ribadiscono la determinazione di Teheran a rispondere con forza a eventuali attacchi nemici, in particolare da parte degli Stati Uniti e del regime israeliano.
Iran in stato di allerta e minacce militari
Il comandante dell’esercito iraniano, Amir Hatami, ha dichiarato all’agenzia Irna che l’Iran mantiene “la mano sul grilletto” e che qualsiasi errore da parte del nemico porterà a gravi conseguenze per la sicurezza regionale, inclusi danni significativi al regime sionista. Parallelamente, Ali Shamkhani, rappresentante del leader supremo iraniano Ali Khamenei presso il Consiglio Supremo di Difesa, ha lanciato un messaggio chiaro: ogni azione ostile sarà affrontata con una risposta “proporzionata, efficace e deterrente”, che potrebbe includere un attacco diretto alle “radici del regime sionista”.
Queste affermazioni si inseriscono nel contesto di un conflitto aperto tra Iran e Israele, che dal 13 giugno 2025 ha visto una serie di attacchi missilistici e aerei israeliani su siti militari e nucleari iraniani, seguiti da rappresaglie iraniane con lancio di missili e droni su obiettivi israeliani, tra cui Tel Aviv e Gerusalemme. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha definito l’offensiva come un atto preventivo e inevitabile per fermare gli avanzamenti nucleari iraniani.
Il ruolo di Ali Shamkhani
Ali Shamkhani, rappresentante di Ali Khamenei presso il Consiglio Supremo di Difesa e figura chiave nella strategia difensiva iraniana, è stato recentemente al centro di controversie interne, ma continua a rappresentare un punto di riferimento militare e politico nelle dinamiche iraniane. Nel giugno 2025, Shamkhani è stato gravemente ferito in un attacco israeliano ma è riapparso pubblicamente, riaffermando il ruolo centrale della leadership militare iraniana nella gestione della crisi.
La situazione è ulteriormente aggravata dalle proteste interne contro il regime, duramente represse, e dall’ipotesi di un intervento militare statunitense sul territorio iraniano, che ha portato a un aumento delle tensioni e a chiusure dello spazio aereo iraniano. Gli Stati Uniti hanno ritirato parte del loro personale militare dalla regione e stanno valutando varie opzioni di risposta, mentre la comunità internazionale osserva con preoccupazione l’escalation in corso.
In questo quadro, Teheran mantiene una posizione ferma: qualsiasi aggressione sarà contrastata con misure rigorose, confermando la determinazione a tutelare la propria sovranità e i propri interessi strategici in Medio Oriente.






