Teheran, 22 febbraio 2026 – L’escalation diplomatica tra Iran e Unione Europea si intensifica ulteriormente dopo la decisione del Parlamento iraniano di designare le forze aeree e navali degli Stati membri dell’UE come organizzazioni terroristiche. Questa mossa arriva in risposta alla recente inclusione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), noto come Pasdaran, nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’Unione Europea, una decisione adottata dal Consiglio Affari Esteri il 29 gennaio scorso.
La risposta dell’Iran alla designazione Ue
Il Ministero degli Esteri iraniano ha formalizzato la designazione delle forze navali e aeree europee come organizzazioni terroristiche, definendo la decisione del Consiglio europeo “illegale e ingiustificata”. Secondo la dichiarazione citata dall’agenzia IRNA, la misura è in linea con una legge interna del 2019, varata dopo che gli Stati Uniti avevano inserito le Guardie Rivoluzionarie nella loro lista di gruppi terroristici. Tale normativa prevede misure di ritorsione nei confronti di Paesi che sostengano decisioni analoghe contro l’Iran.
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha sottolineato durante una seduta in cui i deputati hanno indossato uniformi dei Pasdaran in segno di solidarietà, che “gli eserciti europei sono considerati gruppi terroristici” e ha annunciato che la commissione per la sicurezza nazionale discuterà l’espulsione degli addetti militari europei da Teheran.
Le sanzioni europee
L’inserimento dell’IRGC nella lista UE delle organizzazioni terroristiche ha comportato anche nuove sanzioni contro esponenti di rilievo del regime iraniano, ritenuti responsabili di violazioni dei diritti umani durante la repressione delle manifestazioni. Tra questi figurano ministri, giudici e alti ufficiali delle forze di sicurezza.
Questa escalation si inserisce in un quadro regionale già segnato da tensioni militari e diplomatica, con la possibilità di un attacco statunitense contro l’Iran sul tavolo del governo israeliano, mentre Teheran continua a minacciare una risposta decisa a qualsiasi aggressione esterna.






