L’Iran si dichiara disponibile ad aprire un canale di negoziazione con gli Stati Uniti, a condizione che siano rispettati principi di reciprocità e rispetto da parte di Washington. Lo ha annunciato oggi il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, al suo arrivo a Beirut per una visita ufficiale di due giorni, come riportato dall’agenzia Irna.
Iran aperto al dialogo ma con condizioni chiare
Il ministro Araghchi ha sottolineato che “non cerchiamo la guerra, ma siamo pienamente preparati ad affrontarla”. Ha inoltre precisato che qualsiasi negoziato significativo potrà iniziare solo quando gli Stati Uniti riconosceranno che trattare è diverso dall’imporre le proprie condizioni unilateralmente. Il riferimento è ai colloqui sul dossier nucleare iraniano, avviati ad aprile ma interrotti a giugno scorso in seguito al conflitto tra Israele e Iran e ai bombardamenti statunitensi contro i siti atomici iraniani.
“Siamo aperti ai negoziati, purché siano radicati nell’interesse reciproco e nel rispetto”, ha aggiunto Araghchi, lasciando intravedere una possibile riapertura del dialogo diplomatico, ma con un atteggiamento fermo sulle condizioni di partenza.
Condanna delle posizioni statunitensi sulle proteste interne
Parallelamente, il governo di Teheran ha espresso una dura condanna verso le posizioni degli Stati Uniti sulle recenti proteste che scuotono varie città iraniane dal 28 dicembre. Il ministero degli Esteri iraniano ha definito le dichiarazioni americane come “invadenti e ingannevoli”, accusando Washington di persistere in un atteggiamento ostile nei confronti dell’Iran.
Il comunicato ufficiale sottolinea che la strategia statunitense consiste in una combinazione di guerra psicologica, campagna mediatica, minacce militari e incitamento alla violenza e al terrorismo. Teheran ha promesso di affrontare tali interferenze con vigilanza, facendo leva sulla sua eredità iraniano-islamica e sulla coesione nazionale, e di non permettere che le azioni ostili statunitensi compromettano la sovranità, l’indipendenza e la dignità del Paese.
Questi sviluppi si inseriscono in un contesto di tensioni internazionali e diplomatiche che vedono l’Iran e gli Stati Uniti ancora profondamente divisi, ma con aperture cautamente espresse da parte di Teheran verso un possibile dialogo, purché fondato sul rispetto reciproco.






