Iran, la distruzione del ponte B1 di Karaj ha scatenato un’ondata di accuse e minacce. Teheran non ha esitato: ha bollato l’attacco come un “crimine di guerra terroristico alla maniera dell’Isis”. Non è solo retorica. I vertici militari iraniani, con toni durissimi, rispondono alle minacce di Washington, promettendo una resistenza senza compromessi e pesanti ritorsioni in caso di un’invasione terrestre. Il messaggio è netto, e la tensione tra i due paesi non è mai stata così alta. Un conflitto più ampio sembra ormai dietro l’angolo.
Le accuse dell’Iran agli USA
Il ponte B1 di Karaj, una delle infrastrutture chiave dell’Iran, è stato parzialmente distrutto in un attacco che Teheran attribuisce agli Stati Uniti. Il ministero degli Esteri, tramite il portavoce Esmail Baqaei, ha bollato l’azione come un atto terroristico volto alla distruzione sistematica del paese, paragonandola a un “crimine di guerra in stile Isis”. Baqaei ha sottolineato come il danneggiamento di un’opera frutto del lavoro e dell’ingegno di ingegneri e operai iraniani non renda eroici i responsabili, ma riveli un chiaro obiettivo: annientare l’Iran. Nel comunicato si ricorda che questa azione si inserisce in una campagna lunga quasi cinquant’anni, fatta di pressioni politiche, sanzioni economiche e l’eliminazione di scienziati di alto profilo. Nonostante tutto, Teheran si dice più forte e determinata che mai, pronta a resistere a questi colpi che colpiscono infrastrutture e simboli nazionali.
Il generale Jahanshahi: “Un’invasione americana scatenerà una guerra totale”
Ali Jahanshahi, comandante delle forze di terra iraniane, ha risposto con fermezza alle minacce USA. Ha avvertito che un eventuale sbarco di truppe americane in Iran non incontrerà solo resistenza, ma trasformerà il territorio iraniano in un vero e proprio “campo di sterminio” per gli invasori. Richiamando il monito attribuito a Trump secondo cui gli Stati Uniti vogliono riportare l’Iran “all’età della pietra”, Jahanshahi ha ribattuto che l’Iran manderà gli aggressori “a un’epoca ancora più remota”. Ha assicurato che l’esercito è pronto a qualsiasi scenario e ha sfidato chiunque a mettere alla prova questa preparazione. Il messaggio è chiaro: non sarà facile per gli americani se decideranno di passare all’offensiva.
Le forze armate iraniane: “Rappresaglie senza fine contro gli Usa”
Il portavoce dello Stato Maggiore iraniano, Abolfazl Shekarchi, ha alzato ulteriormente il tono contro Washington. Ha detto che se le forze di terra americane dovessero avviare operazioni militari in Iran, il risultato sarebbe un “mattatoio” che scoraggerebbe per generazioni ogni possibile reclutamento negli USA. Shekarchi ha promesso di “stringere la gola al nemico fino a soffocarlo”, ribadendo che le perdite subite dall’Iran dovranno essere risarcite e che gli aggressori saranno perseguiti senza sosta, anche se la guerra dovesse formalmente finire con un accordo tra Stati Uniti e Israele. Un segnale chiaro: Teheran non intende fermarsi davanti a nessun compromesso finché non otterrà giustizia.
La situazione tra Iran e Stati Uniti resta calda e imprevedibile. Le dichiarazioni ufficiali mostrano chiaramente la possibilità di un’escalation e la determinazione iraniana a resistere a ogni costo. Il rischio di un conflitto su larga scala è concreto, mentre la distruzione di infrastrutture e le minacce militari continuano ad alimentare la tensione.






