17 marzo 2026 – Il Ministero dell’Intelligence iraniano ha annunciato la confisca di centinaia di dispositivi Starlink, la rete satellitare per l’accesso a internet a banda larga sviluppata da SpaceX, ritenuti strumenti inviati da Stati Uniti e Israele, definiti “nemici” da Teheran. La notizia, riportata dalla Bbc e ripresa da media iraniani, s’inserisce nel contesto di una guerra aperta tra l’Iran e la coalizione occidentale guidata da Washington e Tel Aviv, iniziata con un attacco congiunto del 28 febbraio che ha colpito personalità di spicco del governo iraniano.
Confisca di Starlink e blackout digitale in Iran
Secondo la dichiarazione ufficiale, l’operazione di sequestro è stata condotta dall’unità anti-spionaggio del ministero dell’Informazione iraniano, che ha monitorato le posizioni dei terminali satellitari e le attività degli utenti, considerate illegali. Il governo di Teheran ha ribadito che l’acquisizione e l’uso di Starlink in Iran costituiscono un crimine punibile con la pena detentiva fino a due anni, e in tempo di guerra con la “pena più severa”. La misura si inserisce in una più ampia strategia di controllo delle comunicazioni, che vede il Paese ormai da mesi soggetto a un blackout internet quasi totale, con la connettività internazionale ridotta a meno dell’1% e un accesso alla rete globale limitato solo a pochi utenti autorizzati.
Il servizio Starlink, nato per fornire una connessione internet satellitare globale a bassa latenza, è stato adottato in Iran da utenti esperti di tecnologia per aggirare il blocco governativo, consentendo la condivisione di connessioni internet alternative. Tuttavia, la repressione si è intensificata con l’arresto di chi utilizza o distribuisce tali dispositivi, considerati un pericolo per la sicurezza nazionale.
Il contesto di guerra e tensioni regionali
L’azione contro i dispositivi Starlink avviene nel mezzo di una crisi militare in Medio Oriente, dove gli Stati Uniti e Israele hanno condotto attacchi mirati contro l’Iran, provocando una risposta armata di Teheran che ha coinvolto anche le milizie Hezbollah in Libano e gli Houthi nello Yemen. Le tensioni hanno portato a un aumento delle misure di sicurezza e a un giro di vite sulle comunicazioni, con conseguenze pesanti per la popolazione civile, tra cui migliaia di morti e arresti durante le proteste antigovernative.
Il blackout digitale e la repressione delle reti alternative come Starlink testimoniano la volontà del regime iraniano di mantenere il controllo sull’informazione e di limitare la possibilità di coordinamento e resistenza interna. Nel frattempo, la comunità internazionale segue con preoccupazione lo sviluppo della situazione, che potrebbe avere ripercussioni sull’equilibrio geopolitico nella regione e sulla stabilità globale.






