25 marzo 2026 – In un clima di crescente tensione internazionale, l’Iran ha duramente risposto alle ultime mosse diplomatiche degli Stati Uniti, esprimendo forte sarcasmo sull’iniziativa di Washington di proporre un piano di cessate il fuoco. Il tenente colonnello Ebrahim Zolfaghari, in un video preregistrato trasmesso dalla televisione di Stato iraniana, ha definito la strategia statunitense un fallimento strategico.
La reazione dell’Iran al piano Usa
Poco dopo che l’amministrazione Trump ha consegnato all’Iran, tramite il Pakistan, un piano di cessate il fuoco articolato in 15 punti, il portavoce militare iraniano ha liquidato tali sforzi come un segno di debolezza. Le dichiarazioni raccolte dai media internazionali riportano che gli Stati Uniti, definiti autoproclamati “superpotenza globale”, si sarebbero in realtà già ritirati dal conflitto se ne avessero avuto la reale possibilità.
“Non mascherate la vostra sconfitta come un accordo”, ha affermato il portavoce, aggiungendo che la fase delle “vuote promesse” è giunta al termine. Un passaggio particolarmente incisivo riguarda i conflitti interni americani, che secondo l’Iran sarebbero così acuti da far negoziare Washington con se stessa. La posizione di Teheran è chiara: “Qualcuno come noi non scenderà mai a compromessi con qualcuno come voi. Né ora, né mai.”
Contesto e sviluppi recenti nel Medio Oriente
Queste tensioni si inseriscono in un contesto di conflitti più ampio che coinvolge la regione del Golfo Persico e il Medio Oriente, con attacchi a basi militari che ospitano truppe americane e italiane, come quello recente alla base di Ali Al Salem in Kuwait, dove un drone ha distrutto un velivolo a pilotaggio remoto della Task force italiana.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato contatti con diversi Paesi interessati a garantire un passaggio sicuro per le proprie navi attraverso lo Stretto di Hormuz, cruciale per il commercio globale di petrolio. Tuttavia, ha specificato che spetta alle forze armate di Teheran decidere in merito.
Nel frattempo, Israele prevede un prolungamento delle ostilità per altre settimane, con “migliaia di obiettivi” ancora da colpire, mentre continua la pressione militare su Teheran e Beirut. Sul fronte diplomatico, il presidente francese Emmanuel Macron ha esortato a riaprire al più presto lo Stretto di Hormuz, denunciando l’escalation incontrollata che “sta gettando l’intera regione nel caos”.






