Teheran, 25 febbraio 2026 – Il Ministero degli Esteri iraniano ha respinto con fermezza le recenti dichiarazioni degli Stati Uniti riguardo al programma missilistico di Teheran, definendole “grandi bugie”. La presa di posizione arriva dopo le affermazioni del presidente statunitense Donald Trump nel discorso sullo Stato dell’Unione, che ha accusato l’Iran di sviluppare missili capaci di colpire il territorio americano.
La replica dell’Iran alle accuse statunitensi
In un messaggio diffuso sulla piattaforma X, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha dichiarato che “qualunque cosa stiano affermando riguardo al programma nucleare iraniano, ai missili balistici iraniani e al numero di vittime durante i disordini di gennaio, è semplicemente la ripetizione di grandi bugie”. La risposta ufficiale arriva nel contesto di tensioni crescenti tra Washington e Teheran, con il governo iraniano che definisce infondate le accuse statunitensi.
Nel frattempo, le autorità di Teheran assicurano di avere il “controllo totale” della situazione interna, nonostante le proteste duramente represse nelle ultime settimane. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato in un’intervista a Fox News che, dopo giorni di violenti scontri, la calma è stata ristabilita.
Cresce la tensione internazionale e le reazioni diplomatiche
Gli Stati Uniti hanno adottato misure precauzionali ritirando parte del personale militare dalla base di Al-Udeid in Qatar, mentre altri Paesi alleati, come Arabia Saudita, Qatar e Oman, hanno avviato sforzi diplomatici per evitare un’escalation militare nella regione. Trump ha minacciato “azioni molto forti” in caso di nuove esecuzioni capitali contro manifestanti in Iran, pur precisando successivamente che non risulta alcun piano in tal senso.
Il clima di tensione si riflette anche nel campo dell’aviazione civile: il gruppo Lufthansa ha annunciato che le sue compagnie eviteranno lo spazio aereo iraniano e iracheno fino a nuovo avviso, mentre il Regno Unito ha temporaneamente chiuso la propria ambasciata a Teheran, che ora opererà da remoto.
In questo scenario, il confronto diplomatico e militare tra Stati Uniti e Iran sembra destinato a protrarsi, con il rischio di ulteriori ripercussioni regionali e internazionali.






