Teheran, 8 marzo 2026 – La guerra in Medio Oriente sta avendo ripercussioni immediate e pesanti sul settore petrolifero regionale, con gravi danni agli impianti di produzione iraniani e lanci missilistici che colpiscono diverse aree tra Iran e Israele. La situazione rischia di compromettere drasticamente la produzione e l’export di petrolio, aggravando ulteriormente le tensioni geopolitiche.
Raid notturni su impianti petroliferi iraniani
Nella notte tra sabato e domenica, Stati Uniti e Israele hanno condotto attacchi aerei su cinque impianti petroliferi situati a Teheran e nella regione di Alborz, come riferito da un funzionario iraniano alla televisione di Stato. I raid hanno colpito quattro depositi di petrolio e un centro di trasporto di prodotti petroliferi, causando danni significativi, anche se gli incendi sono stati domati. Quattro membri del personale sono rimasti uccisi durante gli attacchi, mentre il fumo degli incendi ha avvolto la capitale iraniana, oscurando l’alba.
Nonostante i danni, le riserve di benzina iraniane sono considerate sufficienti per il momento, secondo le autorità locali.
Crescono le tensioni con Israele: ondate di missili dall’Iran
Dall’altra parte, Israele ha segnalato di aver respinto quattro ondate di lanci missilistici provenienti dall’Iran nelle prime ore di domenica. Le sirene antiaeree hanno suonato in diverse regioni del paese, comprese le principali città come Tel Aviv, Haifa e Beersheba. Le difese aeree israeliane hanno reagito efficacemente, senza riportare danni o vittime.
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha lanciato un avvertimento severo: “Se la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran continuerà, non sarà più possibile né produrre né vendere petrolio nella regione”. Ghalibaf ha inoltre criticato le politiche del primo ministro israeliano Netanyahu, definendole illusorie e dannose per gli interessi non solo dell’Iran ma anche di tutta la regione e del mondo.
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