In occasione del capodanno iraniano, Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià d’Iran Mohammad Reza Pahlavi, ha lanciato un appello carico di significato per l’anno appena iniziato, definendolo come quello della vittoria sul regime tirannico della Repubblica Islamica. Il messaggio è stato diffuso tramite il suo profilo social X, dove Pahlavi ha ricordato le decine di giovani iraniani caduti nella lotta contro l’attuale regime e ha espresso solidarietà alle loro famiglie.
Iran, il messaggio di Reza Pahlavi: un anno di lotta e speranza
Nel suo discorso, Pahlavi ha sottolineato che l’anno appena trascorso è stato caratterizzato da un’intensa mobilitazione patriottica contro la Repubblica Islamica dell’Iran, evidenziando il coraggio e i sacrifici della nazione. Ha definito il periodo come un “anno di preparazione per l’impresa finale”, in cui la solidarietà nazionale si è rafforzata, avvicinando il popolo iraniano alla vittoria definitiva e alla costruzione di un futuro libero e prospero. Riferendosi al regime come allo “Zahhak” contemporaneo, figura malvagia della mitologia persiana, ha promesso che quest’anno si compirà la definitiva fine di un sistema sanguinario che opprime gli iraniani.
Pahlavi ha quindi esortato a rafforzare l’unità e a marciare con decisione verso un Iran libero, facendo ardere i cuori di speranza e determinazione nei primi momenti del nuovo anno.
Contesto storico e attuale del regime iraniano
La Repubblica Islamica dell’Iran, nata nel 1979 dopo la Rivoluzione che rovesciò lo scià Mohammad Reza Pahlavi, è oggi considerata da molti una dittatura assoluta, caratterizzata da un accentramento del potere che nega le libertà civili e politiche fondamentali. Il sistema teocratico, guidato da una Guida Suprema e sostenuto da apparati repressivi come i Pasdaran, mantiene il controllo attraverso un regime autoritario che limita la libertà di espressione e reprime duramente l’opposizione.
Dal punto di vista storico, il regime ha radici profonde nella rivoluzione islamica che pose fine alla monarchia Pahlavi, instaurando un sistema teocratico basato sul sciismo duodecimano. Negli ultimi anni, la popolazione iraniana ha mostrato una crescente insofferenza verso il regime, con proteste e movimenti di opposizione che chiedono riforme democratiche e rispetto dei diritti umani.






