Gli Stati Uniti ribadiscono con fermezza la loro determinazione a impedire all’Iran di acquisire armi nucleari, mentre la tensione nella regione mediorientale continua ad aumentare con esercitazioni militari congiunte tra Teheran e Mosca.
Washington: “Porremo fine alla marcia nucleare dell’Iran”
Il Segretario all’Energia statunitense, Chris Wright, ha dichiarato a Parigi, a margine delle riunioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, che gli Stati Uniti non tollereranno la presenza di armi nucleari iraniane. Wright ha sottolineato come Teheran sia stata molto chiara riguardo ai propri obiettivi nucleari, definendo inaccettabile la prospettiva che l’Iran possa utilizzare armi nucleari. “In un modo o nell’altro, porremo fine alla marcia dell’Iran verso l’arma nucleare”, ha affermato con decisione.
Parallelamente, a Ginevra si sono svolti colloqui tra funzionari statunitensi e iraniani con l’obiettivo di evitare un intervento militare statunitense contro il programma nucleare di Teheran. L’Iran ha segnalato l’accordo su principi guida per un possibile accordo che eviti conflitti, ma il vicepresidente statunitense, JD Vance, ha sottolineato che l’Iran non ha ancora accettato tutte le “linee rosse” imposte da Washington.
Nel frattempo, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha annunciato la disponibilità della Russia a prelevare l’uranio arricchito iraniano, una mossa che potrebbe facilitare un accordo sul programma nucleare di Teheran. Tuttavia, Peskov ha invitato a non trarre conclusioni affrettate, sottolineando che i negoziati tra Iran e Stati Uniti sono ancora in corso.
Esercitazioni militari e opposizioni regionali
In un contesto di crescente tensione, l’Iran ha annunciato un’esercitazione militare navale congiunta con la Russia nel mare di Oman e nell’Oceano Indiano settentrionale. Il comandante della Marina iraniana, Hassan Maghsoodloo, ha spiegato che le manovre mirano a rafforzare la cooperazione navale con Mosca, migliorare il coordinamento nelle azioni congiunte per la sicurezza marittima, proteggere le navi commerciali e le petroliere e contrastare il terrorismo marittimo. L’esercitazione segue le recenti manovre della Marina delle Guardie della Rivoluzione islamica nello stretto di Hormuz, dove gli Stati Uniti hanno schierato la portaerei Abraham Lincoln e altre forze militari, aumentando così la presenza militare statunitense nella regione.
Sul fronte internazionale, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ribadito l’opposizione di Ankara a un intervento militare contro l’Iran, definendo una nuova guerra nella regione “inaccettabile” e dannosa per tutti i Paesi coinvolti. Erdogan ha sottolineato come la Turchia abbia comunicato chiaramente la sua posizione a tutti gli interlocutori internazionali.
Il clima di tensione è ulteriormente aggravato dalle recenti dichiarazioni iraniane che minacciano di rispondere con missili balistici a un eventuale attacco israeliano o statunitense, mentre l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) ha denunciato la violazione degli accordi da parte di Teheran, segnalando che l’Iran dispone di abbastanza uranio arricchito per dieci bombe atomiche.
Il quadro rimane quindi molto complesso e delicato, con uno scontro diplomatico e militare che coinvolge attori globali e regionali e rappresenta una seria minaccia per la stabilità del Medio Oriente.






