21 febbraio 2026 – L’Iran conferma la sua posizione sul rifiuto di esportare l’uranio altamente arricchito, ma si mostra aperto a una soluzione alternativa che prevede la diluzione della purezza delle sue scorte sotto la supervisione dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA). La notizia, riportata dal Guardian e rilanciata da fonti iraniane, arriva in un momento di elevata tensione diplomatica con gli Stati Uniti.
Rifiuto dell’esportazione, ma disponibilità alla diluizione
Secondo le fonti iraniane, l’Iran possiede attualmente circa 300 chilogrammi di uranio arricchito al 60%, un livello molto vicino a quello militare. Tuttavia, Teheran è disposta a ridurre la concentrazione di arricchimento a un valore inferiore al 20%, una soglia che si avvicina a un uso civile e che potrebbe essere monitorata dall’AIEA per garantire la trasparenza del processo. Il Governo iraniano ha ribadito con fermezza che i materiali nucleari non lasceranno il territorio nazionale, escludendo quindi l’esportazione diretta delle scorte di uranio.
Iran: i possibili sviluppi
Questa offerta si inserisce nel quadro delle trattative che l’Iran dovrebbe presentare agli Stati Uniti nei prossimi giorni. La proposta iraniana potrebbe influenzare in modo decisivo la strategia del presidente americano Donald Trump, che nelle ultime settimane ha valutato la possibilità di utilizzare la flotta navale statunitense nel Medio Oriente in un eventuale attacco contro l’Iran. Fonti iraniane precisano inoltre che l’idea di collegare il programma di arricchimento interno dell’Iran a un consorzio estero o di trasferire le scorte in Russia è ancora una questione non formalmente discussa.
L’evoluzione di questi negoziati sarà decisiva per determinare se si aprirà una fase di distensione o se le tensioni in Medio Oriente sono destinate ad acuirsi ulteriormente. Nel frattempo, la supervisione della diluizione da parte dell’AIEA rappresenta un elemento fondamentale per garantire la sicurezza e la trasparenza del programma nucleare iraniano.






