In un momento di forte tensione in Medio Oriente, la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha espresso una netta condanna nei confronti delle minacce di nuovi attacchi militari contro l’Iran provenienti dagli Stati Uniti. La rappresentante russa ha ribadito che tali intimidazioni sono “categoricamente inaccettabili” e ha messo in guardia sulle gravi conseguenze di un eventuale attacco contro la Repubblica islamica.
Mosca avverte: nuove azioni militari contro l’Iran avrebbero conseguenze disastrose
In una dichiarazione ufficiale pubblicata sul sito del ministero, Zakharova ha sottolineato che chiunque intendesse sfruttare i disordini sociali attualmente in corso in Iran come pretesto per un attacco, simile a quello avvenuto lo scorso giugno, deve essere pienamente consapevole dei rischi che tali operazioni comporterebbero non solo per la stabilità regionale ma anche per la sicurezza internazionale. La portavoce ha inoltre denunciato il tentativo di alcune forze straniere ostili di destabilizzare lo Stato iraniano approfittando delle tensioni interne.
La Russia respinge il ricatto commerciale e le minacce di Washington
Maria Zakharova ha anche respinto con fermezza i tentativi degli Stati Uniti di esercitare pressioni economiche sull’Iran attraverso l’inasprimento dei dazi commerciali, definendo queste pratiche come tentativi sfacciati di ricatto. La posizione di Mosca è chiara: ogni forma di coercizione o minaccia nei confronti di Teheran è da considerarsi inaccettabile e contraria ai principi del diritto internazionale.
Il ruolo di Maria Zakharova, al centro della diplomazia russa sin dal 2015 come direttrice del Dipartimento d’informazione e stampa del Ministero degli Esteri, conferisce particolare rilievo alle sue parole, che riflettono la linea dura del Cremlino in un contesto geopolitico estremamente delicato.
In questo quadro, le tensioni in Iran rimangono altissime, con un Paese che affronta non solo pressioni esterne, ma anche una crisi interna drammatica, evidenziata dalle proteste di massa e dalle repressioni violente. La posizione di Mosca rappresenta dunque un segnale forte in vista degli sviluppi futuri nella regione.






