Teheran, 23 marzo 2026 – In un clima di crescente tensione nel Golfo Persico, il Consiglio di difesa iraniano ha lanciato un avvertimento fermo e categorico: in caso di attacco alle coste o alle isole iraniane, Teheran procederà al minamento di tutto il Golfo Persico, bloccandone di fatto le vie di accesso e le linee di comunicazione marittime. La dichiarazione è stata diffusa dall’agenzia di stampa Fars e sottolinea che, qualora attaccate, le coste iraniane saranno difese con vari tipi di mine navali, inclusi dispositivi galleggianti.
Minacce di minamento nel Golfo Persico
La strategia di posizionare mine marine lungo il Golfo Persico rappresenta una misura estrema che potrebbe trasformare la regione in una zona di conflitto prolungato e instabile, paragonabile alla situazione già nota dello Stretto di Hormuz. Tale minaccia arriva in un momento in cui le tensioni tra Iran, Stati Uniti e Paesi alleati sono particolarmente acute, con il rischio di un’escalation militare che potrebbe coinvolgere direttamente le rotte petrolifere strategiche mondiali.
Il comunicato iraniano precisa che qualsiasi tentativo nemico di attaccare le coste o le isole sarà seguito da una immediata risposta militare, includendo il minamento totale delle vie di accesso marittime, un’azione che potrebbe compromettere gravemente il traffico navale internazionale e la sicurezza energetica globale.
Teheran: ritorsioni contro attacchi alle infrastrutture energetiche
Parallelamente, le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno annunciato che, in risposta a eventuali attacchi statunitensi contro la rete elettrica nazionale, Teheran colpirà senza esitazioni le centrali elettriche israeliane e quelle dei Paesi regionali che supportano le basi militari americane nel Golfo. L’agenzia Mehr ha riportato il comunicato in cui si afferma chiaramente: “Se colpite l’elettricità, noi colpiamo l’elettricità”.
Queste dichiarazioni arrivano dopo l’avvertimento da parte del presidente statunitense Donald Trump, che sabato scorso ha minacciato di prendere di mira le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse aperto lo Stretto di Hormuz a tutte le navi entro 48 ore. La tensione resta dunque altissima, con il rischio di un’escalation militare che potrebbe coinvolgere l’intera regione del Medio Oriente.
Il quadro delineato dalle agenzie di intelligence occidentali indica che l’Iran dispone di un vasto arsenale missilistico e di sofisticate infrastrutture sotterranee per la difesa, mentre le forze occidentali valutano attentamente le mosse di Teheran, consapevoli delle complesse dinamiche geopolitiche in atto.






