Roma, 14 marzo 2026 – La polizia iraniana ha effettuato una vasta operazione contro i sostenitori del ramo monarchico guidato da Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià di Persia, arrestando 54 persone accusate di pianificare rivolte interne. L’agenzia di stampa statale Fars, riportata da Times of Israel, ha inoltre comunicato che altri 11 membri della cosiddetta “fazione monarchica“, pro Reza Pahlavi, sarebbero stati “neutralizzati” durante gli interventi delle forze di sicurezza. Due ulteriori individui sono stati fermati con l’accusa di spionaggio a favore di Israele e Stati Uniti, per aver fotografato siti strategici.
Arresti e repressione della “fazione monarchica” pro Reza Pahlavi
L’azione della polizia rappresenta un duro colpo contro il movimento monarchico iraniano guidato da Reza Pahlavi, attualmente esule e figura di riferimento dell’opposizione al regime islamico. Pahlavi, che si dichiara pronto a guidare una transizione democratica in Iran, è considerato da molti come un simbolo della resistenza monarchica, benché la sua popolarità interna rimanga controversa. Le autorità iraniane accusano i gruppi monarchici di fomentare disordini e di cospirare con potenze straniere, in particolare con USA e Israele, elementi che hanno portato a continui arresti e a una stretta repressiva.
“Circa 54 monarchici sono stati arrestati nelle ultime 72 ore” con l’accusa di spionaggio, ha dichiarato sabato la polizia in un comunicato, citato da Mehr, aggiungendo: “Erano i leader e i principali istigatori delle rivolte di gennaio, responsabili degli attacchi contro le proprietà pubbliche e di creare il caos nel Paese“. Secondo la polizia, inoltre, due degli arrestati per spionaggio avevano tentato di inviare al Mossad la posizione geografica di luoghi strategici, destinati a diventare bersaglio di Israele e USA. E avrebbero scattato foto di aree vietate colpite durante la guerra in corso e le avevano inviate ai media anti-iraniani, conclude il comunicato, sempre in favore di un ritorno al potere di Reza Pahlavi.
Contesto politico e sicurezza in Iran
L’attuale situazione si inserisce in un contesto di elevata tensione interna e internazionale. L’Iran, sotto il governo della Repubblica Islamica, continua a essere al centro di forti controversie geopolitiche, con un’intensificazione delle attività militari e di intelligence, come evidenziato da rapporti recenti sulle risorse missilistiche sotterranee e sulla strategia difensiva del paese. Le forze di sicurezza iraniane, supportate dai Pasdaran, mantengono un controllo rigido su ogni forma di dissenso, temendo che gruppi monarchici e altre opposizioni possano destabilizzare ulteriormente il paese.
La repressione degli oppositori monarchici pro Reza Pahlavi si colloca quindi in una cornice di crescente allerta e di accresciuta attenzione verso possibili minacce interne, confermando la determinazione del regime a mantenere il proprio potere di fronte a qualsiasi tentativo di sovvertimento, sia interno che esterno.






