Gerusalemme, 13 marzo 2026 – Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno annunciato l’avvio di un nuovo attacco su vasta scala contro Teheran, capitale dell’Iran, nel quattordicesimo giorno della loro offensiva contro la Repubblica islamica. L’IDF ha emesso un avviso urgente agli abitanti di diverse zone della regione di Teheran, invitandoli a lasciare immediatamente le aree interessate dagli imminenti bombardamenti aerei.
Iran: attacchi mirati israeliani alle infrastrutture militari di Teheran
Secondo quanto comunicato dal portavoce delle IDF, il tenente colonnello Kamal Penhasi, gli attacchi aerei saranno diretti contro le infrastrutture militari del regime iraniano situate nella capitale. L’operazione segue gli interventi già effettuati nei giorni scorsi sull’intera area metropolitana di Teheran, che conta circa 9,7 milioni di abitanti nel solo centro urbano e oltre 15 milioni nell’area metropolitana, la più grande dell’Iran e dell’Asia occidentale.
Le IDF, che rappresentano le forze armate israeliane, dispongono di un’organizzazione ben strutturata e dotata di tecnologie militari avanzate, che comprendono esercito, marina e aviazione. Il loro intervento a Teheran è parte di un’azione militare più ampia contro il regime iraniano, definito da Israele come terrorista. L’avviso rivolto ai civili mira a garantire la loro sicurezza, invitandoli a lasciare immediatamente le zone individuate come bersagli.
Teheran, una metropoli strategica nel mirino
Teheran, situata ai piedi dei monti Elburz e capitale dell’Iran, è un centro nevralgico non solo politico ma anche industriale e militare. Con un’altitudine variabile da 1.120 a 1.670 metri sul livello del mare e una popolazione di quasi 10 milioni di abitanti, la città ospita numerose infrastrutture strategiche, comprese quelle legate alla produzione militare. La sua posizione geografica e la sua importanza economica la rendono un obiettivo chiave nel contesto del conflitto in corso.
L’attacco rappresenta un’escalation significativa che si inserisce in un quadro di tensioni persistenti tra Israele e Iran, con ripercussioni che coinvolgono l’intera regione mediorientale.






