Teheran, 12 marzo 2026 – Le tensioni in Medio Oriente si accentuano ulteriormente con l’annuncio delle Guardie Rivoluzionarie iraniane di mantenere chiuso lo strategico Stretto di Hormuz, seguendo l’ordine del nuovo leader supremo di Teheran, l’ayatollah Mojtaba Khamenei.
La chiusura dello Stretto di Hormuz e le minacce militari
Il contrammiraglio Alireza Tangsiri, comandante della marina delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC), ha confermato in un post su X che, su ordine diretto di Mojtaba Khamenei, sarà mantenuta la strategia di chiusura dello Stretto di Hormuz. “In risposta all’ordine del comandante in capo, infliggeremo i colpi più duri al nemico aggressore”, ha dichiarato Tangsiri, sottolineando la determinazione iraniana a impedire il passaggio nel tratto marittimo cruciale per il commercio energetico globale.
Parallelamente, le Guardie della Rivoluzione hanno rivendicato attacchi mirati contro siti israeliani e americani situati negli Emirati Arabi Uniti, in Iraq e in Kuwait. Tra gli obiettivi colpiti figurano la postazione americana sulla Sheikh Zayed Road a Dubai, la base militare all’aeroporto Ahmad Al-Jaber in Kuwait e la residenza dei marines presso la base di Al-Dhafra negli Emirati Arabi Uniti. Anche Tel Aviv è stata menzionata come luogo di attacchi contro «i carnefici sionisti», secondo quanto riportato dal sito ufficiale Sepah News.
Mojtaba Khamenei, nuovo volto della leadership iraniana
Mojtaba Khamenei, figlio del defunto Ali Khamenei, è stato eletto il 3 marzo 2026 come terzo Guida Suprema della Repubblica Islamica da parte dell’Assemblea degli Esperti, con il sostegno delle Guardie Rivoluzionarie. Considerato uno dei leader più duri e ideologicamente estremisti del regime, Mojtaba ha già manifestato una posizione più favorevole allo sviluppo del programma nucleare iraniano rispetto a suo padre.
La sua elezione segna un cambio generazionale all’interno della leadership iraniana, ma al tempo stesso una conferma della linea dura contro l’Occidente e Israele. La sua ascesa ha già avuto ripercussioni internazionali con un’escalation delle operazioni militari e attacchi con droni, come quello contro la sede della CIA presso l’ambasciata americana a Riad, in Arabia Saudita.
L’attuale scenario vede quindi l’Iran impegnato a consolidare il proprio controllo militare nella regione, con il supporto delle Guardie Rivoluzionarie guidate da Alireza Tangsiri, mentre la comunità internazionale osserva con preoccupazione l’evolversi della crisi.






