Ginevra, 23 gennaio 2026 – In apertura della Sessione Speciale del Consiglio ONU per i Diritti Umani dedicata al deterioramento della situazione in Iran, l’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, Volker Türk, ha lanciato un appello pressante alle autorità iraniane affinché porranno fine alla brutale repressione in atto nel Paese.
Appello urgente per la fine della repressione in Iran
Türk ha esortato il governo di Teheran a fare marcia indietro rispetto alle misure autoritarie, condannando i processi sommari, le condanne sproporzionate e la repressione violenta delle proteste. L’Alto Commissario ha richiesto il rilascio immediato di tutti i detenuti arbitrari, una moratoria completa sulla pena di morte e il ripristino dell’accesso a Internet, fondamentale per garantire comunicazioni libere e trasparenti. Ha inoltre sottolineato l’importanza di condurre indagini indipendenti su tutte le violazioni dei diritti umani, chiedendo un serio impegno da parte delle autorità a porre fine all’impunità.
Türk ha ribadito che è necessario un allentamento delle tensioni nella regione e ha invitato la comunità internazionale a intervenire con misure adeguate, anche per mitigare l’impatto delle sanzioni sulle popolazioni civili iraniane.
Contesto internazionale e reazioni alle proteste
Le proteste in Iran, iniziate a metà gennaio e duramente represse, hanno causato un bilancio tragico: secondo la ong Hrana, si contano almeno 1.850 morti, mentre alcune fonti di opposizione parlano di oltre 12.000 vittime. La situazione ha attirato l’attenzione mondiale, con gli Stati Uniti che hanno minacciato azioni forti in caso di ulteriori esecuzioni dei manifestanti, mentre il presidente americano Donald Trump ha consigliato ai cittadini statunitensi di lasciare il Paese.
Sul fronte internazionale, l’Unione Europea ha convocato l’ambasciatore iraniano e sta valutando l’imposizione di nuove sanzioni contro Teheran. Inoltre, la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha espresso sostegno al popolo iraniano, definendo inaccettabile la repressione e annunciando iniziative per aumentare la pressione sul regime.






