Roma, 14 gennaio 2026 – Un medico in Iran, che ha preferito mantenere l’anonimato, ha rilasciato una testimonianza diretta agli inizi di gennaio sulle condizioni drammatiche vissute nei principali ospedali di Teheran e Isfahan durante le recenti violenze, superando la rigida censura imposta nel paese. Il racconto, pubblicato da IranWire, descrive scene di caos, feriti da proiettili veri, e una realtà che supera di gran lunga ogni esperienza medica precedente, inclusi i devastanti terremoti di Bam e Kermanshah.
Una tragedia senza precedenti negli ospedali in Iran
Il medico racconta che nella serata di giovedì 8 gennaio il numero di feriti da armi da fuoco è aumentato rapidamente: “Alle 18 il mio telefono ha iniziato a squillare incessantemente: ‘Questo è stato colpito da pallottole’, ‘Quello da un proiettile'”. Poco dopo, la connessione internet è stata interrotta, complicando ulteriormente la gestione dell’emergenza. Giunto in ospedale alle 20:20, ha trovato tutti i reparti operatori saturi, con cinque sale attive contemporaneamente. Di fronte a un afflusso massiccio di vittime, il medico ha dovuto prendere decisioni difficili, decidendo chi poteva essere salvato e chi no, basandosi sulle condizioni immediate dei pazienti.
Con il passare della notte, la natura della violenza è cambiata: “Erano proiettili veri, era come se avessero ricevuto l’ordine di sparare a tutti”, ha spiegato. L’utilizzo di munizioni militari ha aggravato la situazione, con feriti che arrivavano continuamente e nessuna tregua.
Contesto e memoria delle proteste del Movimento Verde
Il racconto del medico si inserisce in un contesto storico di profonde tensioni in Iran, già evidenziate durante il Movimento Verde, un movimento politico popolare del 2009 che si oppose ai risultati elettorali contestati e che portò a vaste manifestazioni di massa, soprattutto a Teheran, con migliaia di iraniani in piazza per chiedere riforme democratiche. Le proteste furono duramente represse, con numerosi arresti e morti, e rappresentano un precedente significativo rispetto ai recenti eventi e alla repressione che continua a caratterizzare il clima politico e sociale nel paese.
La testimonianza del medico rappresenta una delle poche voci che riescono a raccontare la realtà vissuta dagli iraniani in un momento di grande crisi, evidenziando una situazione umanitaria e sanitaria critica senza precedenti nel paese.






