Roma, 1 aprile 2026 – Una situazione politica interna complessa e tesa caratterizza attualmente l’Iran, dove il presidente Masoud Pezeshkian si trova in una condizione di stallo a causa dell’influenza crescente delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), secondo quanto riportato da fonti vicine a Iran International.
Iran: l’impasse di Pezeshkian e il controllo dei Pasdaran
Il presidente Pezeshkian, salito al potere il 28 luglio 2024, ha più volte richiesto un incontro urgente con la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, senza però ottenere risposta. Le fonti affermano che un consiglio militare composto da alti ufficiali dell’Irgc detiene ora il pieno controllo della struttura decisionale centrale, imponendo una sorta di isolamento attorno a Mojtaba Khamenei e impedendo che le comunicazioni governative raggiungano la sua cerchia. Tale situazione ha portato a un blocco delle nomine e delle decisioni presidenziali, con le Guardie Rivoluzionarie che hanno respinto i candidati proposti da Pezeshkian per ruoli chiave, come il ministro dell’intelligence, ruolo strategico in un contesto di guerra.
Il comandante in capo, Ahmad Vahidi, ha insistito affinché tutte le posizioni critiche siano gestite direttamente dall’Irgc, consolidando così il controllo militare sull’apparato statale. Questo scenario evidenzia un significativo arretramento del potere esecutivo nelle mani del presidente, con un’ulteriore spinta verso un predominio militare sulle decisioni dello Stato.
Tensioni e crisi nella cerchia di Mojtaba Khamenei
Parallelamente, all’interno della cerchia ristretta di Mojtaba Khamenei si starebbe sviluppando una crisi interna senza precedenti. Alcuni collaboratori di alto rango spingono per la rimozione di Ali Asghar Hejazi, figura influente responsabile della sicurezza della Guida Suprema, a causa della sua opposizione alla possibile successione ereditaria di Mojtaba Khamenei. Hejazi, infatti, aveva avvertito l’Assemblea degli Esperti che Mojtaba non possiede le qualifiche necessarie per la leadership e che la successione ereditaria sarebbe incompatibile con i principi della Repubblica Islamica.
Mojtaba Khamenei, divenuto Guida Suprema lo scorso 8 marzo 2026, è una figura centrale ma al contempo controversa: la sua presenza pubblica è quasi assente e la sua salute è oggetto di speculazioni. Il regime ha diffuso un testo scritto attribuito a lui, con un discorso che sottolinea la continuità e il controllo in un momento di guerra, ma senza fornire prove di vita o segnali rassicuranti.
Le tensioni tra l’apparato militare e la leadership politica si inseriscono in un quadro di conflitto esistenziale per la Repubblica Islamica, complicato ulteriormente dalle pressioni esterne e dall’attiva presenza delle milizie alleate in tutta la regione.






