Ankara, 9 marzo 2026 – La tensione in Medio Oriente si acuisce ulteriormente dopo che un missile balistico lanciato dall’Iran è stato intercettato e abbattuto nel cielo turco dalle difese aeree della NATO, schierate nel Mediterraneo orientale. Il ministero della Difesa turco ha confermato che il missile è stato neutralizzato sopra il distretto di Şahinbey a Gaziantep, nel sud-est della Turchia, e che i frammenti sono caduti in aree disabitate senza causare vittime.
Missile dell’Iran verso la Turchia intercettato dalla NATO: le reazioni
Secondo quanto riferito da Ankara, l’azione è stata tempestiva e coordinata con le forze di difesa della NATO, che hanno attivato i sistemi di difesa aerea appena individuata la minaccia. Il missile, inizialmente diretto verso Cipro, avrebbe cambiato rotta puntando verso lo spazio aereo turco. Il ministero della Difesa ha sottolineato che saranno adottate tutte le misure necessarie per proteggere il territorio nazionale e ha ribadito il diritto della Turchia di rispondere a qualsiasi minaccia ostile. Il direttore della comunicazione presidenziale turca, Burhanettin Duran, ha espresso in modo netto l’avvertimento a tutte le parti, e in particolare all’Iran, affinché si astengano da azioni che mettano a rischio la sicurezza regionale e la vita dei civili.
La NATO ha condannato l’attacco, riaffermando la solidarietà verso Ankara. Il Segretario Generale Mark Rutte ha presieduto il Consiglio Atlantico che si è riunito il 5 marzo per valutare la sicurezza regionale, esprimendo forte condanna per il lancio del missile e riaffermando l’impegno dell’Alleanza a proteggere i suoi membri.
Conseguenze internazionali e misure di sicurezza
In seguito all’incidente, gli Stati Uniti hanno sospeso i servizi consolari nel sud della Turchia e ordinato al personale diplomatico non essenziale di lasciare la regione, evidenziando i rischi per la sicurezza. Il consolato generale americano di Adana ha sospeso tutte le attività consolari. Ankara ha convocato l’ambasciatore iraniano per chiarimenti in merito all’accaduto, mentre il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha espresso preoccupazione per l’escalation di violenze nella regione, auspicando un ritorno alla diplomazia e alla stabilità.






