Iran: dopo settimane di silenzio, Mojtaba Khamenei rompe il silenzio con parole nette. La nuova Guida Suprema iraniana, al potere dopo la morte del padre, ha scelto la televisione di Stato per un messaggio chiaro: l’Iran non vuole la guerra, ma difenderà con forza i propri diritti. La guerra ha lasciato ferite profonde, eppure Khamenei parla di un popolo forte, “la parte vincitrice” che resiste nonostante tutto. Parole affidate alla voce, senza apparire in pubblico. Forse un segnale di prudenza, in attesa di tempi meno tesi.
Iran: le parole di Khamenei
Il 9 aprile 2026, in un discorso trasmesso dai canali ufficiali, Mojtaba Khamenei ha voluto ribadire la posizione di Teheran in questo momento delicato. Ha fatto sapere che l’Iran non vuole ingaggiare un conflitto, ma non intende nemmeno rinunciare ai suoi diritti fondamentali. Il suo intervento arriva mentre il Paese è già da settimane nel mezzo di una guerra, scatenata dall’attacco israelo-statunitense che ha causato la morte del suo predecessore. La Guida ha chiamato il popolo a restare vigile e unito, per mantenere alta la determinazione nazionale. Così lo Stato iraniano si presenta compatto, forte e deciso a far valere la propria posizione in un quadro diplomatico e militare tutt’altro che semplice.
Lo Stretto Di Hormuz verso una nuova fase di tensione
Mojtaba Khamenei ha annunciato un cambio di passo proprio sul controllo dello Stretto di Hormuz, passaggio vitale per il petrolio mondiale. La risposta iraniana potrebbe colpire direttamente quell’area, aumentando la pressione geopolitica. Lo Stretto, da sempre punto caldo internazionale, entrerà in “una nuova fase”. Questa frase lascia poco spazio a dubbi: la strategia sarà più dura, meno tollerante verso chi interferisce. L’annuncio ha subito fatto sentire i suoi effetti sui mercati globali, dove l’instabilità fa salire i timori sulle forniture energetiche.
Mojtaba Khamenei sta bene: conferme da Teheran sulla guida del Paese
Accanto al messaggio politico, sono arrivate anche rassicurazioni sullo stato di salute e sulla guida reale di Mojtaba Khamenei. Il 9 aprile, il viceministro degli Esteri Saeed Khatibzadeh ha assicurato che la Guida Suprema è in buona salute, lavora regolarmente nel suo ufficio e mantiene il pieno controllo delle decisioni. Una dichiarazione che mette a tacere le voci e le speculazioni nate nei giorni difficili dopo l’attacco che ha sconvolto la leadership iraniana. Nonostante Khamenei non si sia ancora mostrato in pubblico da quando è stato nominato, il messaggio ufficiale conferma che la catena di comando è solida e che la sua autorità non vacilla. La leadership dell’Iran dà così prova di compattezza anche nei momenti più tesi e incerti.






