Teheran, 6 aprile 2026 – Un nuovo grave colpo alle strutture di comando in Iran è stato inferto oggi con l’uccisione di Majid Khademi, capo dell’intelligence delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), durante un raid attribuito a forze israelo-americane. In un messaggio diffuso poco dopo, la Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha espresso cordoglio per la perdita del generale e ha ribadito la fermezza dell’Iran nel rispondere a “crimini e uccisioni che non scalfiranno la causa jihadista delle forze armate iraniane”.
Iran, l’uccisione di Majid Khademi: un colpo ai vertici dei Pasdaran
Il brigadiere generale Majid Khademi, nominato capo dell’Organizzazione di Intelligence delle Guardie Rivoluzionarie lo scorso giugno, è stato colpito mortalmente nel raid condotto il 6 aprile a Teheran. Khademi era subentrato a Mohammed Kazemi, ucciso durante la guerra dei 12 giorni tra Iran e Israele. Le fonti ufficiali iraniane lo definiscono un “potente e colto” comandante, la cui morte rappresenta un duro colpo per i servizi di intelligence dei Pasdaran, ma che non indebolirà la determinazione del Paese.
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha commentato l’operazione sottolineando che la caccia ai vertici militari iraniani continuerà senza sosta. “Le Guardie Rivoluzionarie stanno sparando sui civili e noi stiamo eliminando i capi dei terroristi”, ha dichiarato durante un vertice con il capo di Stato Maggiore israeliano.
La risposta di Mojtaba Khamenei e il contesto politico
Mojtaba Khamenei, figlio ed erede politico della precedente Guida Suprema Ali Khamenei, è salito al potere l’8 marzo 2026, pochi giorni dopo la morte del padre avvenuta anch’essa durante un attacco israelo-statunitense. In questo suo primo messaggio pubblico dopo la nomina, ha riaffermato che tali attacchi non scalfiranno la volontà di resistenza dell’Iran. La sua figura, già nota come influente e strategica nel panorama politico e militare iraniano, assume ora un ruolo centrale nel guidare la risposta del Paese in un momento di forte tensione internazionale.
Il contesto attuale vede infatti un’escalation delle ostilità tra Iran, Stati Uniti e Israele, con ripercussioni profonde sulla stabilità regionale e globale. La morte di Khademi si inserisce in questa dinamica di intensi scontri, segnando un ulteriore episodio nella lunga serie di azioni militari e di intelligence che caratterizzano il conflitto in corso.






