Teheran, 26 marzo 2026 – L’Iran ha inviato ieri sera la sua risposta ufficiale alla proposta statunitense in 15 punti per la risoluzione del conflitto in corso in Medio Oriente. A riferirlo è una fonte interna citata dall’agenzia iraniana Tasnim, sottolineando che ora Teheran attende un riscontro da Washington tramite i canali diplomatici e i mediatori coinvolti.
Arresti e sicurezza interna in Iran
Parallelamente agli sviluppi diplomatici, il Ministero dell’Intelligence iraniano ha annunciato l’arresto di 14 mercenari legati agli Stati Uniti e a Israele, operativi in diverse province del Paese. Quattro sono stati catturati a Kermanshah, cinque nella provincia di Alborz, uno a Fars e quattro a Kerman. Secondo quanto riportato dall’agenzia Irna, gli arrestati sono accusati di aver tentato attentati e raccolto informazioni sensibili su infrastrutture come raffinerie, centri governativi e media, trasmettendo dati a nemici esterni e alla emittente dissidente Iran International TV.
Tensioni regionali e dichiarazioni israeliane
L’escalation del conflitto coinvolge anche attori regionali di rilievo. Il portavoce internazionale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), tenente colonnello Nadav Shoshani, ha evidenziato in un briefing con la stampa italiana come l’Iran abbia ramificazioni in Medio Oriente, incidendo negativamente sulla stabilità di paesi come Yemen, Libano e Siria. Shoshani ha inoltre dichiarato la determinazione di Israele a indebolire il principale alleato iraniano nella regione, Hezbollah, definito come una minaccia diretta ai confini israeliani. Hezbollah, milizia sciita libanese sostenuta dall’Iran, è da anni un attore chiave nei conflitti regionali e recentemente è stato al centro di un processo di disarmo deciso dal governo libanese sotto pressione internazionale.






