Teheran, 8 marzo 2026 – Un importante passo avanti è stato annunciato riguardo alla successione alla carica di Guida Suprema dell’Iran, dopo la recente morte dell’ayatollah Ali Khamenei avvenuta il 28 febbraio 2026. L’ayatollah Mohammadmehdi Mirbaqeri, membro dell’Assemblea degli Esperti, ha dichiarato che un consenso della maggioranza sulla scelta del successore «è stato più o meno raggiunto», secondo quanto riportato dall’agenzia Mehr.
Consenso sulla successione e caratteristiche dell’erede di Khamenei
Un altro membro dell’Assemblea degli Esperti, l’ayatollah Mohsen Heidari Alekasir, ha rivelato che il candidato prescelto è stato selezionato in base al consiglio del defunto leader supremo. Secondo Heidari Alekasir, il nuovo leader iraniano «dovrebbe essere odiato dal nemico», sottolineando che persino gli Stati Uniti, definiti dal regime iraniano «il Grande Satana», avrebbero indicato il suo nome. Alcuni giorni fa, Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti, che aveva definito «inaccettabile» la candidatura di Mojtaba Khamenei, figlio dell’ayatollah defunto.
La notizia è stata confermata anche da un altro componente dell’assemblea, Mohammad Mehdi Mirbagheri, che in un video diffuso dall’agenzia Fars ha spiegato come all’interno dell’organismo si sia formata una posizione condivisa, espressione della volontà prevalente dei membri.
Il ruolo dell’Assemblea degli Esperti e il contesto politico
L’Assemblea degli Esperti è l’organo incaricato di nominare la Guida Suprema, funzione che assume una rilevanza cruciale nella struttura politica iraniana. La Guida Suprema detiene infatti il potere supremo nel Paese, condizionando non solo la politica interna ma anche le relazioni internazionali. La scelta del successore avviene in un momento di forte tensione geopolitica e interna, in cui la figura del leader deve mantenere un equilibrio tra le diverse fazioni del regime.
L’annuncio giunge a pochi giorni dalla morte di Ali Khamenei, che è stato alla guida dell’Iran dal 1989 fino al suo decesso durante un raid aereo congiunto tra Israele e Stati Uniti. La nomina del nuovo ayatollah rappresenta dunque un passaggio fondamentale per la stabilità e la continuità del potere teocratico in Iran, segnando una fase di transizione delicata per il Paese.






