Castel Gandolfo, 7 aprile 2026 – Il Papa Leone XIV è intervenuto con fermezza sull’attuale tensione in Medio Oriente, in particolare riguardo alle recenti minacce degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran. Nel corso di un incontro con la stampa tenuto a Castel Gandolfo, il Pontefice ha espresso un appello per la pace e il dialogo, condannando duramente ogni forma di escalation bellica e sottolineando la necessità di evitare conflitti che colpiscono soprattutto i più indifesi.
L’appello del Papa per il dialogo e la pace in Iran
Il Sommo Pontefice ha esortato tutte le parti coinvolte a tornare al dialogo e ai negoziati, auspicando che si trovino soluzioni pacifiche ai problemi senza ricorrere alla guerra. “Bisogna pregare tanto, vorrei invitare tutti a pregare ma anche a cercare come comunicare, forse con i congressisti, con le autorità, a dire che non vogliamo la guerra, vogliamo la pace, siamo un popolo che ama la pace e c’è tanto bisogno di pace nel mondo”, ha affermato Leone XIV.
Ha inoltre ribadito l’importanza di tutelare gli innocenti, in particolare i bambini, gli anziani e i malati, vittime incolpevoli di qualsiasi conflitto. Il Papa ha definito inaccettabile la recente minaccia rivolta contro l’intero popolo iraniano, evidenziando come la questione non sia solo di diritto internazionale ma soprattutto morale, essendo coinvolte persone innocenti che soffrirebbero gravemente in caso di guerra.
Condanna degli attacchi alle infrastrutture civili e crisi globale
Leone XIV ha stigmatizzato gli attacchi diretti contro le infrastrutture civili, che rappresentano una violazione del diritto internazionale e sono il segno di una distruzione che mette in luce la capacità distruttiva dell’essere umano. L’escalation di violenza non solo non risolve nulla, ma alimenta una crisi economica ed energetica mondiale, aggravando l’instabilità globale.
Il Papa ha quindi ribadito che “tutti dobbiamo lavorare per la pace” e ha invitato a non cedere alla logica della guerra, che alimenta solo sofferenza e divisioni. Il contesto di crescente tensione nel Golfo Persico, con oltre 5.600 attacchi da parte dei pasdaran iraniani contro i Paesi vicini, rende ancora più urgente un impegno collettivo per la distensione e la ricerca di soluzioni diplomatiche.






