Roma, 17 gennaio 2026 – L’Iran sta pianificando una sospensione permanente dell’accesso a Internet globale, un progetto che limiterebbe la rete soltanto a persone autorizzate e controllate dal regime. Lo riferiscono attivisti per i diritti digitali iraniani e il Guardian, citando un rapporto di Filterwatch, organizzazione che monitora la censura online in Iran.

Un Internet sotto controllo governativo
Secondo fonti interne riportate da Filterwatch, il governo iraniano intende trasformare l’accesso a Internet internazionale in un “privilegio governativo”. Il piano prevede che solo gli iraniani con un’autorizzazione di sicurezza o che superano rigorosi controlli possano navigare su una versione filtrata di Internet globale. Tutti gli altri utenti saranno invece confinati a una rete nazionale isolata, un cosiddetto internet domestico parallelo, separato dal resto del mondo.
I media statali iraniani e i portavoce ufficiali hanno confermato che questa restrizione sarà permanente, avvertendo che l’accesso illimitato alla rete non sarà ripristinato dopo il 2026. Attualmente, il blocco delle comunicazioni Internet in Iran, iniziato l’8 gennaio durante le proteste antigovernative, è uno dei più estesi e duraturi della storia recente, superando la durata del blocco egiziano del 2011.
Forze alleate regionali coinvolte nella repressione delle proteste
Parallelamente, secondo quanto riportato da Iran International, la repressione delle proteste in Iran ha visto l’impiego delle forze alleate regionali delle Guardie Rivoluzionarie. La Brigata Fatemiyoun (Afghanistan), la Brigata Zainebiyoun (Pakistan) e le Forze di Mobilitazione Popolare (Iraq) avrebbero partecipato attivamente agli scontri, con un ruolo rilevante nelle uccisioni dei manifestanti avvenute l’8 e il 9 gennaio.
Hassan Hashemian, esperto di affari arabi, ha spiegato che il ricorso a milizie straniere è dovuto a una carenza di personale delle forze di sicurezza interne iraniane, incapaci di fronteggiare l’ampiezza delle proteste diffuse in tutto il Paese. L’impiego di queste milizie esperte, con esperienza in teatri di conflitto come Iraq e Siria, è stato determinante per le azioni di repressione violenta e il numero elevato di vittime registrate nei primi giorni della rivolta.
Il portavoce del governo iraniano ha inoltre dichiarato che il blocco dell’accesso alla rete internazionale rimarrà attivo almeno fino al Nowruz, il capodanno persiano che cade intorno al 20 marzo 2026.






