Teheran, 24 gennaio 2026 – La tensione fra Iran e Stati Uniti rimane al massimo livello, con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) che rilancia la propria posizione militare e politica nei confronti di Washington. Nel contesto di un dispiegamento navale statunitense che vede la portaerei Lincoln e numerosi cacciatorpediniere diretti verso il Medio Oriente, il generale Mohammad Pakpour, comandante dei Pasdaran, ha dichiarato con fermezza: “Siamo più pronti che mai, con il dito sul grilletto”.
Iran: la risposta di Mohammad Pakpour e l’allerta militare in Medio Oriente
Il generale Pakpour, salito al comando del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nel giugno 2025, ha lanciato un monito diretto a Stati Uniti e Israele, esortandoli a “evitare qualsiasi errore di valutazione o comunicazione”. Queste parole sono state diffuse dall’agenzia Nournews, vicina al Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano, attraverso il suo canale Telegram. Pakpour, che ha una lunga esperienza militare iniziata durante la Rivoluzione del 1979 e la guerra Iran-Iraq, ha sottolineato la preparazione tattica e strategica delle forze iraniane, evidenziata anche dall’impiego di droni come l’Hemaseh per mantenere alta la prontezza operativa.
Le manovre militari e la retorica bellicosa seguono un’escalation che ha visto l’Iran reagire a vari attacchi e pressioni regionali, inclusi raid israeliani e azioni mirate contro figure politiche di Hamas. Nel frattempo, fonti dell’opposizione iraniana riportano che l’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran dal 1989, si sarebbe rifugiato in un bunker a Teheran per prepararsi a eventuali rappresaglie statunitensi.
Ali Khamenei, una figura chiave nella Repubblica Islamica
Nato a Mashhad nel 1939, Ali Khamenei è la massima autorità religiosa e politica iraniana da oltre tre decenni. Dopo un rapido percorso di ascesa politica che lo ha portato a ricoprire la presidenza della Repubblica Islamica tra il 1981 e il 1989, è stato nominato Guida Suprema dopo la morte di Khomeini. Nonostante alcune controversie iniziali legate al suo rango religioso, Khamenei ha consolidato il suo potere controllando le istituzioni militari e di sicurezza, in particolare i Pasdaran e la polizia morale. La sua leadership è caratterizzata da una forte opposizione all’Occidente, specialmente agli Stati Uniti, definiti come il “Grande Satana”.
Khamenei ha inoltre affrontato numerose crisi interne, inclusi il movimento di protesta del 2009 e le recenti agitazioni scoppiate dopo il crollo del rial iraniano. Sul fronte internazionale, ha sostenuto con fermezza lo sviluppo del programma nucleare iraniano e ha guidato la politica di risposta militare e diplomatica dell’Iran in Medio Oriente.
La delicata successione e il ruolo di Pakpour
Con l’avanzare dell’età di Khamenei, il tema della successione è sempre più centrale nella politica iraniana. L’improvvisa scomparsa di Ebrahim Raisi nel maggio 2025 ha complicato le prospettive, aprendo le speculazioni su possibili candidati, tra cui Mojtaba Khamenei, secondo dei sei figli dell’attuale Guida Suprema. Tuttavia, la nomina del successore non è ereditaria e richiede il consenso unanime dell’Assemblea degli Esperti.
Intanto, sul fronte militare, il generale Mohammad Pakpour rappresenta la nuova guida operativa del Corpo delle Guardie della Rivoluzione, un ruolo cruciale in un contesto di conflitti regionali e crescenti tensioni internazionali. Le sanzioni statunitensi e internazionali non hanno diminuito la sua influenza, che si manifesta anche attraverso l’organizzazione di esercitazioni militari e l’adozione di nuove tecnologie belliche, elementi che confermano la forte determinazione iraniana a mantenere il controllo strategico nella regione.






