Ore di negoziati, ma nessun passo avanti: J.D. Vance, vicepresidente americano, è partito da Islamabad senza un accordo con l’Iran. Il nodo resta il programma nucleare di Teheran: Washington chiede garanzie, Teheran risponde con accuse di pretese eccessive. Dalla capitale pakistana, il messaggio è chiaro: nessun compromesso all’orizzonte, almeno per ora.
Falliti i colloqui tra Iran e USA
Domenica 12 aprile, Esmaeil Baqaei, portavoce della diplomazia iraniana, ha spiegato alla televisione di Stato che un accordo immediato non era affatto scontato in questo primo incontro. “Fin dall’inizio era chiaro che non si poteva chiudere tutto in una sola sessione”, ha detto. Baqaei ha poi aggiunto che i contatti con il Pakistan e gli altri paesi amici della regione andranno avanti per rafforzare i rapporti diplomatici. Secondo Teheran, qualche punto d’intesa c’è stato, ma restano profonde divergenze su temi chiave come il nucleare e il controllo dello Stretto di Hormuz, questioni che hanno bloccato ogni possibile progresso.
Washington: flessibili, ma senza garanzie sull’atomica iraniana
Al termine dei colloqui, il vicepresidente americano J.D. Vance ha confermato che gli Stati Uniti hanno messo sul tavolo la loro “offerta finale e migliore”. Tuttavia, ha dovuto prendere atto che l’Iran non ha fornito alcuna promessa concreta di abbandonare il suo programma nucleare militare, condizione imprescindibile per Washington. Nonostante gli sforzi e una certa apertura nelle proposte americane, i progressi sono stati nulli. Vance ha precisato di aver tenuto aggiornati in tempo reale il presidente e gli altri vertici della Casa Bianca, ma per ora l’accordo resta un traguardo lontano.
Il Pakistan chiama alla calma Iran e USA: “Rispettate il cessate il fuoco”
Il Pakistan, che ha ospitato e facilitato i negoziati a Islamabad, ha invitato entrambe le parti a rispettare l’accordo di cessate il fuoco in Medio Oriente. Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha sottolineato l’importanza di mantenere la calma e di proseguire l’impegno per evitare nuove escalation, anche se l’intesa non è arrivata. Ha assicurato che il Pakistan continuerà a giocare un ruolo attivo nel favorire il dialogo tra Iran e Stati Uniti, con l’obiettivo di aprire la strada a un futuro riavvicinamento. Un appello alla prudenza che punta a evitare un’escalation in un’area già molto tesa.
Accuse incrociate e nodi irrisolti frenano il negoziato
La tv di Stato iraniana ha puntato il dito contro gli Stati Uniti, accusandoli di portare richieste “irragionevoli”, su temi spinosi come il controllo dello Stretto di Hormuz, le sanzioni economiche, il congelamento di asset e le riparazioni di guerra. Dall’altra parte, gli Usa rimproverano a Teheran di non aver dato garanzie credibili di rinunciare definitivamente al programma nucleare militare. La situazione è ulteriormente complicata dalle tensioni militari nel Golfo Persico, con lo Stretto di Hormuz al centro del rischio, e dalle minacce dei Pasdaran iraniani contro le navi militari che attraversano la zona.
L’impasse conferma quanto il Medio Oriente resti un terreno delicato, dove interessi geopolitici, sicurezza e risorse energetiche si intrecciano in modo complesso. La diplomazia resta l’unica strada per evitare un’escalation, ma senza compromessi concreti all’orizzonte bisogna tenere gli occhi ben aperti sui prossimi sviluppi.






