Parigi, 12 gennaio 2026 – Il ministero degli Esteri iraniano ha confermato l’apertura di canali di comunicazione con un emissario degli Stati Uniti, segnando un possibile sviluppo nelle relazioni tra i due Paesi. La notizia arriva in un contesto di tensioni crescenti, con gli Stati Uniti che stanno valutando diverse misure contro Teheran, tra cui potenziali attacchi informatici.
Canali aperti tra Iran e Stati Uniti
Secondo quanto dichiarato dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, il canale di comunicazione tra il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e l’inviato speciale del presidente americano è attivo e operativo. Questa conferma segue le parole del presidente Donald Trump, che ha affermato di essere stato contattato dall’Iran per avviare negoziati, con un incontro in fase di preparazione.
La dichiarazione ufficiale, rilanciata dalla televisione di Stato iraniana, rappresenta un segnale significativo, considerando il lungo periodo di tensione che ha contraddistinto i rapporti tra Washington e Teheran negli ultimi anni.
Cresce la pressione internazionale e le misure di risposta
Parallelamente alle aperture diplomatiche, i media internazionali riportano che gli Stati Uniti si stanno preparando a possibili cyberattacchi contro l’Iran, come risposta alla dura repressione delle proteste antigovernative in corso nel Paese. Fonti statunitensi citate dal Telegraph indicano che sono in atto operazioni informatiche mirate a colpire la leadership iraniana per le violenze commesse contro i manifestanti.
Sul fronte europeo, l’Alto rappresentante dell’Unione per la Politica Estera, Kaja Kallas, ha annunciato la sua disponibilità a proporre nuove sanzioni contro l’Iran, in risposta alla brutale repressione delle proteste. Kallas ha sottolineato come il regime iraniano stia attuando una risposta pesante alle richieste di libertà dei cittadini, che rischiano la vita per farsi ascoltare. Tuttavia, la presidente della Commissione Europea ha adottato finora un approccio più prudente, monitorando la situazione senza procedere ancora con misure punitive.
Il quadro internazionale resta quindi complesso: da un lato si aprono spiragli diplomatici, dall’altro si intensificano le pressioni politiche e le minacce di azioni punitive, mentre in Iran le proteste continuano a essere soffocate con violenza.
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