2 marzo 2026 – Il comandante delle Guardie Rivoluzionarie dell’Iran ha annunciato con fermezza la chiusura dello Stretto di Hormuz, avvertendo che qualsiasi nave tenterà di attraversarlo sarà oggetto di attacchi. La notizia, riportata dalla Reuters, segna un’escalation significativa nelle tensioni geopolitiche nella regione strategica del Golfo Persico.
La minaccia iraniana sullo Stretto di Hormuz
Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei passaggi marittimi più cruciali al mondo per il trasporto di petrolio, con un’enorme importanza strategica ed economica. La dichiarazione delle Guardie Rivoluzionarie iraniane sottolinea una posizione di forte contrasto nei confronti delle potenze internazionali che operano nella zona. L’Iran, ufficialmente Repubblica Islamica dell’Iran, con capitale Teheran e una popolazione di circa 92 milioni di abitanti, detiene un ruolo chiave nel Medio Oriente, sia per la sua posizione geografica sia per la sua storia di potenze regionali.
La chiusura dello Stretto, se attuata, potrebbe avere ripercussioni globali sui mercati energetici, dato che gran parte del petrolio mondiale transita proprio da questa via. La tensione si inserisce in un contesto di relazioni internazionali già tese, specialmente con Israele e gli Stati Uniti.
La risposta di Israele
Parallelamente, da Tel Aviv, il portavoce militare dell’Israel Defense Forces (IDF), Effie Defrin, ha confermato una collaborazione crescente tra Israele e altri eserciti della regione. Defrin ha sottolineato che gli accordi di Abramo hanno favorito rapporti positivi e produttivi con diversi Paesi vicini, senza però entrare nei dettagli delle operazioni congiunte.
L’IDF considera il regime iraniano non solo un problema per Israele, ma una minaccia regionale e globale, soprattutto a causa della sua “politica aggressiva” che coinvolge varie aree del Medio Oriente e oltre.
La situazione resta in evoluzione, con il mondo che osserva con attenzione le mosse di Teheran e le reazioni degli alleati regionali e internazionali.






