Nella notte, Teheran è stata scossa da una pioggia di missili. L’attacco, coordinato da Stati Uniti e Israele, ha colpito senza distinzione: obiettivi militari e zone residenziali si sono trasformati in rovine fumanti. Tra le vittime, anche bambini, una tragedia che pesa come un macigno sul già fragile equilibrio della città. Le squadre di soccorso scavano ancora tra le macerie, mentre il timore di un’escalation più drammatica cresce minuto dopo minuto.
Attacco nella provincia di Teheran: i dettagli
I raid della sera precedente hanno preso di mira vari punti nella provincia di Teheran, provocando almeno 13 morti, di cui sei bambini sotto i dieci anni, secondo l’agenzia iraniana Fars, vicina ai Guardiani della Rivoluzione. Quattro bambine e due bambini sono stati definiti “martiri” nel corso degli attacchi, un colpo durissimo per la comunità locale. Le aree più colpite comprendono quartieri residenziali nella città di Qaleh Mir, nella contea di Baharestan, a pochi chilometri da Teheran.
Oltre alle vittime dirette, ci sono almeno sette feriti gravi e numerosi edifici danneggiati: tre case sono state rase al suolo e oltre cinquanta palazzi hanno subito danni strutturali importanti. I soccorritori lavorano senza sosta tra le macerie alla ricerca di superstiti. Lo scenario che si presenta è quello di una città sotto attacco, con civili innocenti che pagano il prezzo più alto di un conflitto che sembra non avere fine.
L’esercito israeliano rivendica i raid su “obiettivi del regime” a Teheran
In contemporanea, le forze di difesa israeliane hanno annunciato su Telegram di aver portato a termine una serie di raid contro presunti “obiettivi del regime terroristico iraniano” nella capitale. Non sono stati forniti dettagli precisi sulle infrastrutture colpite, ma dall’annuncio emerge la volontà di indebolire strutture legate al comando e al controllo del governo iraniano.
L’azione arriva in un momento di forte escalation militare, con Stati Uniti e Israele che intensificano le operazioni congiunte per contrastare le attività nucleari e militari di Teheran. Non è chiaro quali armi siano state utilizzate, se droni, missili da crociera o altri sistemi, ma i danni nelle zone urbane colpite sono evidenti. I media iraniani hanno confermato raid in aree residenziali durante la notte, in un clima di crescente paura e insicurezza.
Colpiti anche istituti universitari e infrastrutture vitali
La guerra non ha risparmiato nemmeno le strutture educative e le infrastrutture fondamentali per la vita quotidiana della città. Tra gli obiettivi colpiti c’è stata la stazione di servizio dell’Università Sharif, una delle principali università di Teheran. L’attacco ha provocato un’interruzione temporanea della fornitura di gas nel quartiere, aggravando le difficoltà per studenti e residenti.
Secondo la televisione di stato iraniana Irib e il capo del distretto 9 di Teheran, il problema del gas si aggiunge alle tante criticità che la città sta affrontando. Scuole, edifici pubblici e strutture sanitarie stanno subendo rallentamenti e limitazioni a causa dei bombardamenti, aumentando l’impatto sociale e umano di questa fase di crisi. L’Università Sharif, conosciuta per il suo ruolo scientifico e tecnologico, si trova ora a fare i conti con uno scenario di guerra che mette a rischio il futuro di molti giovani iraniani.






