Teheran, 28 febbraio 2026 – Le tensioni tra Iran, Stati Uniti e Israele si sono nuovamente acuite nelle ultime ore. Il ministero degli Esteri iraniano ha rilasciato una nota ufficiale in farsi, definendo gli attacchi condotti da Israele e Usa come una rinnovata aggressione. Le autorità di Teheran hanno assicurato che risponderanno con piena forza a qualsiasi azione ostile, nonostante fossero in corso trattative diplomatiche con Washington.
La replica di Teheran agli attacchi USA e Israele
Nel comunicato del ministero degli Esteri iraniano si sottolinea come gli attacchi siano avvenuti proprio mentre le due potenze occidentali erano impegnate in un dialogo diplomatico con l’Iran. “Così come eravamo pronti al negoziato, siamo anche più che pronti a difendere l’Iran in ogni momento”, si legge nel testo ufficiale.
Questa dichiarazione segue un periodo di forti tensioni e proteste interne nel Paese, duramente represse dal regime di Teheran, che ha mantenuto il “controllo totale” della situazione, secondo le parole del ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Nel frattempo, l’Iran ha chiuso il proprio spazio aereo, permettendo solo i voli internazionali autorizzati, mentre gli Stati Uniti hanno disposto il ritiro parziale del personale dalle basi militari in Qatar e in altre località del Medio Oriente, temendo possibili ritorsioni.

Il sostegno di Reza Pahlavi e le divisioni interne
Sulla scena dell’opposizione iraniana spicca la figura di Reza Ciro Pahlavi, erede in esilio della dinastia Pahlavi, che ha espresso il proprio appoggio agli attacchi Usa e israeliani. Attraverso il suo profilo social, Pahlavi ha definito l’intervento “un aiuto al coraggioso popolo dell’Iran” contro quello che ha definito “l’apparato di repressione” della Repubblica Islamica. Ha inoltre esortato la popolazione a tornare nelle strade per manifestare, sostenendo che il regime del leader supremo Ali Khamenei stia crollando.
Nonostante il suo appello, la figura di Pahlavi resta controversa e divisiva all’interno della società iraniana, con molteplici anime dell’opposizione ancora frammentate e divise sul futuro del Paese. Il principe esule ha comunque ribadito la sua intenzione di tornare in patria una volta che la “rivoluzione nazionale” avrà avuto successo, auspicando una transizione democratica.

Sul piano internazionale, la situazione resta incerta, con gli USA che stanno portando avanti azioni militari mirate e cyber attacchi contro le strutture responsabili della repressione interna, mentre i Paesi arabi alleati cercano di mediare per evitare un’escalation regionale. Nel frattempo, alcune compagnie aeree internazionali, come il gruppo Lufthansa, hanno deciso di evitare lo spazio aereo iraniano e iracheno fino a nuovo avviso, a causa dell’instabilità in Medio Oriente.






