Giacarta, 23 marzo 2026 – Il presidente dell’Indonesia, Prabowo Subianto, ha chiarito che il suo Paese non intende pagare la cifra di un miliardo di dollari per entrare a far parte del Board of Peace, l’organizzazione internazionale per la pace nel Medio Oriente promossa da Donald Trump e formalmente costituita il 22 gennaio 2026 a Davos. La decisione arriva in un clima di forti critiche interne e tensioni diplomatiche legate alla partecipazione indonesiana.
Il Board of Peace e la controversa tassa di adesione
Il Board of Peace è un organismo internazionale con lo scopo di “promuovere la stabilità, restaurare un governo affidabile e legittimo, e assicurare una pace duratura nelle aree afflitte o minacciate da conflitti“, nato su iniziativa dell’ex presidente statunitense Donald Trump. Per diventare membri permanenti, i Paesi devono versare una quota di un miliardo di dollari, requisito che ha generato molte polemiche e timori circa la possibile trasformazione del Board in una sorta di “Consiglio di Sicurezza a pagamento”, sostituendo il tradizionale sistema multilaterale delle Nazioni Unite.
Il presidente Subianto, ex generale e in carica dal 20 ottobre 2024, ha sottolineato che l’Indonesia non ha mai preso impegni finanziari in tal senso. In un video pubblicato sul suo canale YouTube ha dichiarato: “Non abbiamo mai detto di voler contribuire con un miliardo di dollari“, ribadendo che l’adesione del Paese al Board sarà valutata solo se porterà benefici tangibili ai palestinesi e sarà coerente con gli interessi nazionali indonesiani.
L’ex generale e attuale presidente dell’Indonesia è stato oggetto di crescenti critiche da parte di alcuni gruppi musulmani per la sua decisione di entrare a far parte del Board e di impegnarsi a inviare migliaia di truppe di “peacekeeping” a Gaza, in base a un accordo di cessate il fuoco. Prabowo ha partecipato alla riunione inaugurale del “Board of Peace” a Washington il mese scorso. In seguito, però, ha dichiarato che si sarebbe ritirato se questo non avesse portato benefici ai palestinesi o non fosse stato in linea con gli interessi nazionali dell’Indonesia.
Le reazioni e le implicazioni internazionali
L’adesione dell’Indonesia al Board of Peace ha suscitato critiche soprattutto da parte di gruppi musulmani interni, contrari a un coinvolgimento che potrebbe compromettere la posizione del Paese nella regione. Prabowo, che ha partecipato alla riunione inaugurale del Board a Washington lo scorso mese, si è riservato la possibilità di uscire dall’organismo qualora non venissero rispettate le condizioni indicate.
A livello internazionale, il Board ha registrato adesioni e rifiuti significativi: mentre paesi come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania hanno aderito, altre nazioni europee come Francia e Germania hanno rifiutato, criticando la struttura e la leadership a vita di Trump. La richiesta di un contributo economico così elevato ha inoltre causato perplessità in paesi come il Canada, che si è detto contrario a pagare la cosiddetta “tassa di adesione”.
L’iniziativa di Trump rappresenta una sfida al sistema multilaterale tradizionale e si presenta come un’organizzazione dal profilo esclusivo e controverso, con un ruolo che si estende oltre la gestione della crisi di Gaza, mirando a intervenire in conflitti globali.
Prabowo Subianto, che ha alle spalle una lunga carriera militare e politica in Indonesia, mantiene una posizione cauta e pragmatica rispetto a questo nuovo organismo, riflettendo le complesse dinamiche geopolitiche e le sensibilità interne al suo Paese.






