Madrid, 21 gennaio 2026 – Proseguono senza sosta le indagini sull’incidente ferroviario avvenuto domenica sera nei pressi di Adamuz, nella provincia di Córdoba, in Andalusia, che ha provocato la morte di almeno 43 persone. Il drammatico evento ha coinvolto un treno ad alta velocità Iryo e un convoglio Alvia, che sono entrati in collisione dopo il deragliamento del primo.

Adamuz, nuove evidenze tecniche sui carrelli del treno Iryo
Gli investigatori hanno rilevato “incisioni di circa un millimetro” sui carrelli dei primi vagoni del treno Iryo, marchiato ‘Frecciarossa’, che sono rimasti sui binari. I vagoni numeri 6, 7 e 8 invece sono deragliati, invadendo la via contigua occupata dall’Alvia. Il ministro spagnolo dei Trasporti, Oscar Puente, ha dichiarato a Telecinco che segni simili sono stati trovati su altri due o tre treni transitati prima sullo stesso tratto, senza però escludere che la causa possa essere un problema della linea ferroviaria stessa, come una rottura o un difetto nel giunto dei binari.
Questa ipotesi si affianca al ritrovamento di un carrello parzialmente sommerso in un ruscello vicino alla linea ferroviaria, a circa 270 metri dal punto del deragliamento, confermato dal gestore delle infrastrutture Adif, anche se non è stata resa nota la data esatta del ritrovamento. La possibilità di un “giunto rotto” è stata infatti già riscontrata dai soccorritori subito dopo l’incidente e potrebbe aver causato il logorio dei carrelli.
Richieste di informazioni e dettagli sulle comunicazioni del macchinista
La Commissione di inchiesta sugli Incidenti Ferroviari (Ciaf) ha richiesto ad Adif i registri della circolazione dei treni ad Adamuz nei due giorni precedenti per verifiche più approfondite. Sulle comunicazioni tra il macchinista dell’Iryo e il centro di controllo di Madrid-Atocha, Puente ha precisato che il conducente ha effettuato due chiamate a distanza di pochi minuti e che il deragliamento dei tre vagoni è avvenuto praticamente in simultanea con la collisione con l’Alvia, contrariamente a quanto ipotizzato inizialmente. Inoltre, ha confermato che il macchinista non era consapevole dello scontro al momento dell’incidente.






