Mosca, 4 febbraio 2026 – Il consigliere diplomatico del presidente francese Emmanuel Macron, Emmanuel Bonne, ha incontrato ieri a Mosca Yuri Ushakov, alto collaboratore del presidente russo Vladimir Putin, per discutere i recenti sviluppi nei negoziati di pace sull’Ucraina. L’agenzia Reuters, citando fonti diplomatiche, ha confermato la notizia dell’incontro, sottolineando che gli alleati europei erano stati informati dell’iniziativa e che i colloqui si stavano svolgendo in piena trasparenza e in consultazione con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i principali leader europei.
Macron e la ripresa del dialogo con la Russia
Il presidente francese Emmanuel Macron aveva anticipato a dicembre la necessità di riprendere i colloqui diretti con Vladimir Putin qualora fossero falliti gli ultimi tentativi di mediazione guidati dagli Stati Uniti. In una recente dichiarazione, Macron ha ribadito l’importanza di ristabilire i canali di dialogo europei con Mosca, precisando che le discussioni tecniche sono in corso e che l’Ucraina è coinvolta in ogni fase del processo. “È fondamentale che gli europei riprendano i propri canali di discussione”, ha affermato Macron, sottolineando il ruolo cruciale della cooperazione tra alleati per la ricerca di una soluzione pacifica.
Il contesto dei negoziati al Cremlino
L’incontro di ieri a Mosca si inserisce nel contesto delle trattative avviate tra Russia e Stati Uniti, che hanno visto lo scorso 3 dicembre il presidente Putin dialogare per quasi cinque ore con l’inviato speciale americano Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump. Secondo le dichiarazioni di Yuri Ushakov, le consultazioni sono state “costruttive” e “utili”, ma non hanno portato a un compromesso definitivo sui territori contesi in Ucraina. Alcune proposte statunitensi sono considerate accettabili dalla Russia, altre no, e i negoziati proseguiranno a livello tecnico.
Il consigliere presidenziale russo ha inoltre sottolineato che “la pace non è né più vicina né più lontana” e che permangono divergenze significative, in particolare sulla questione territoriale e sulle garanzie di sicurezza. Nel frattempo, Kiev ha segnalato un miglioramento della posizione tattica nelle aree di conflitto e ha espresso preoccupazione per un possibile disimpegno degli Stati Uniti dal processo di mediazione, come dichiarato dal presidente Zelensky. Sul fronte europeo, è in corso una revisione delle politiche energetiche e di sostegno militare, mentre la Francia continua a spingere per un rilancio diplomatico che coinvolga tutte le parti interessate.






