Londra, 13 aprile 2026 – Il principe William, Duca di Cornovaglia e erede al trono britannico, ha incassato almeno 2,5 milioni di sterline di denaro pubblico attraverso il patrimonio immobiliare del Ducato di Cornovaglia, grazie all’affitto del carcere di Dartmoor al Ministero della Giustizia, nonostante l’istituto penitenziario risulti svuotato da oltre un anno a causa di livelli pericolosi di gas radon. La rivelazione emerge da un’inchiesta congiunta del Sunday Times e di Channel 4 Dispatches, che ha acceso nuovamente i riflettori sui proventi milionari derivanti dagli accordi di locazione tra istituzioni pubbliche e il Ducato.
Il Ducato di Cornovaglia, il principe William e gli affitti milionari
Il Ducato di Cornovaglia, che assicura un reddito privato al principe William, include numerosi immobili locati a enti pubblici, tra cui ospedali, scuole e – come nel caso emerso – il carcere di Dartmoor. Quest’ultimo, nonostante sia stato evacuato a causa del gas radon, continua a generare entrate cospicue per l’erede al trono. I dettagli dell’inchiesta si aggiungono ai cosiddetti “Duchy Files”, documenti che avevano già messo in luce la gestione finanziaria del patrimonio immobiliare reale, suscitando crescenti richieste di trasparenza da parte del Parlamento britannico.
Il Ducato di Cornovaglia ha difeso l’accordo, sottolineando che “l’affitto riflette accordi consolidati negoziati su una base commerciale standard” e ha dichiarato di essere “attivamente impegnato in discussioni con il Ministero della Giustizia per trovare una soluzione equa e sostenibile”. Tuttavia, i rappresentanti di William hanno rifiutato di specificare l’ammontare esatto delle imposte versate sul reddito derivante da questa locazione.
Contestualizzazione e impatti sulla monarchia
La vicenda si inserisce in un contesto di crescente scrutinio sulla gestione patrimoniale della famiglia reale, che ha già subito colpi di popolarità a causa dello scandalo legato all’ex principe Andrea e al caso Epstein. William, che è salito al titolo di Principe del Galles nel settembre 2022 dopo l’ascesa al trono del padre Carlo III, aveva in passato accettato di porre fine ad alcuni privilegi feudali legati al ducato, in risposta alle proteste dei residenti.
La nuova inchiesta mette in evidenza come, nonostante le promesse di un regno più moderno e trasparente, restino ancora questioni aperte sulla gestione dei grandi patrimoni reali. Nel frattempo, William continua a ricoprire un ruolo di rilievo nella monarchia britannica, preparandosi a un futuro da sovrano che, secondo le aspettative, dovrà incarnare un cambiamento significativo nell’approccio istituzionale e nella trasparenza.





